Approfondimenti

13 maggio 2018

Loro 2: un film per pochi intimi

di Marco Rizzini
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Grande attesa per l’uscita del secondo capitolo di Loro, l’ultima fatica di Sorrentino.

Loro 2 è la pellicola che mancava, finalmente sapremo che l’uomo – a lungo – più potente d’Italia è stato un esasperato amante della figa che amava circondarsi di yes man e di donne disponibili a far carriera nella maniera più rapida possibile. Ah, attorno a lui si pippava anche un sacco di cocaina e si cantavano stornelli napoletani con accento milanese. So’ gusti ma per fortuna non i miei.

Sto scherzando, Loro 1 è stato un quasi flop. Un insuccesso per la critica, anche per quella benevola che per forza di cose non poteva dire “che film di merda”, limitandosi perciò ad un benevolo “si poteva fare meglio”.

Un insuccesso soprattutto di pubblico, dove i potenziali spettatori hanno abbastanza snobbato la pomposa magniloquenza visiva del regista.

Se nemmeno riempiendo la pellicola di puttane e trasgressione varia si riesce a portar la gente in sala, forse mi viene da pensare che “Houston, abbiamo un problema. Alla base? Nel senso che dopo questa overdose di mignottocrazia televisiva, di intercettazioni, di tabloid, di bunga bunga, di olgettine nelle prime pagine dei giornali, di resoconti in prima persona, di pentiti e di tribunali televisivi e non, forse qualcosa si è rotto. Di sicuro, le palle della gente che non ne può più di sentir le stesse storie, sebbene in una cornice estetica sicuramente accattivante come quella fornita dal premiato regista napoletano.

Che poi dai, a vincere gli Oscar scopiazzando Fellini sono buoni tutti. E se pensate che “scopiazzare” sia un verbo troppo forte, utilizziamo senza problemi “prenderne spunto”, che in ogni caso La grande bellezza è un buon film e sono il primo a riconoscerlo, sebbene così smaccatamente simile all’arte cinematografica del maestro di Rimini.

In Loro possiamo ritrovare sia Fellini che Scorsese: per le tecniche di regia e narrazione e non solamente perché in alcune scene piove così tanta cocaina da far apparire, in confronto, Tony Montana come un ragazzetto alle prime armi.