Approfondimenti

24 luglio 2018

20 anni da Salvate il soldato Ryan: 10 cose da sapere

di Ilaria Ciccarese
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Sono passati ben 20 anni da quando, per la prima volta, il film  Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, è stato proiettato nelle sale riscuotendo un successo che gli ha permesso di ottenere ben 9 premi agli Oscar, due premi ai Nastri d’Argento, 2 Golden Globes e incassato ben 216 milioni di dollari al Box Office USA.

Un film senza dubbio storico, in tutti i sensi. Rimembriamo infatti, per i pochi che non se lo ricordassero che la pellicola racconta un evento memorabile che appartiene alle pagine più importanti della nostra storia. Le vicende sono ambientate negli anni della Seconda Guerra Mondiale ed una madre sta per ricevere una notizia struggente: tre dei suoi quattro figli che combattono su diversi fronti hanno perso la vita. Perciò il comandante Marshall dà l’ordine di rintracciare il quarto figlio, Ryan (Matt Damon), appena sbarcato in Normandia. E’ il capitano Miller (Tom Hanks) ad avere l’arduo incarico.

Ciò che ha segnato il successo ottenuto dalla pellicola è merito in gran parte dei primi 25 minuti. Sono queste le sanguinose scene che descrivono lo sbarco in Normandia, momenti ricchi di suspence in cui mutilazioni, ferite e morti sono in grado di coinvolgere appieno qualsiasi spettatore. E, detto fra noi, il successo ottenuto dal regista statunitense, in questo caso, si riassume proprio in questa prima mezz’ora di sangue e di profondo realismo. Pensate che Spielberg decise di decolorare queste prime scene del film per renderle più simili ai veri documentari girati al fronte!

Come tutti film che si rispettano, anche questa fatica di Spielberg è ricca di curiosità che possono incentivarci a riguardare la pellicola con altri occhi:

1. Un attore sconosciuto
Spielberg voleva che il ruolo principale venisse interpretato da un attore ancora sconosciuto. Aveva notato l’interpretazione di Matt Demon in Il coraggio della vita, ma quando si decise a farlo entrare nel cast era ormai troppo tardi, l’attore infatti, appena un anno prima, nel 1997 vinse l’Oscar per Good Will Hunting, ed era tutt’altro che sconosciuto.

2. Divieto indiano
In India, la distribuzione del film, venne inizialmente bloccata perché ritenuta troppo violenta. Il regista si rifiutò di attuare qualsiasi censura, intervenne quindi il primo ministro Indiano che rimase positivamente colpito dalla pellicola e ne ordinò la libera distribuzione

3. Dedicato a…
Spielberg ha ammesso che il film è figlio di un progetto molto personale, l’ha infatti dedicato al padre, un veterano della Seconda Guerra Mondiale. Ha anche affermato che, proprio perché era una pellicola molto significativa per lui, non avrebbe accettato alcuna censura.

4. Salvate il sergente Fritz
Il vero soldato Ryan era il sergente Frederick “Fritz” Niland, quindi non un semplice soldato, e nella realtà dei fatti non ci fu alcuna missione di recupero.

5. Addestramento e rancio per tutti
Gli attori del cast sono stati sottoposti ad un addestramento molto duro durante il quale hanno dormito nelle tende e si sono cibati di solo rancio.

6. Lo sbarco in Omaha
La scena dello sbarco è stata girata in Omaha, una spiaggia irlandese dove morirono circa 2.000 americani.

7. Un’offerta da non rifiutare
La parte del solato Ryan venne inizialmente offerta a Edward Norton, ma lui rifiutò.

8. Mezzi rifatti
Quasi tutti i veicoli che appaiono nel film sono rifacimenti funzionanti dei mezzi di guerra tedeschi.

9. La lettera di Lincoln
La lettera che legge il generale Marshall è la stessa che Lincoln lesse nel 1864 ad una madre che aveva perso i figli nella guerra di secessione americana.

10. Ordine cronologico o narrativo?
Il film è stato girato seguendo l’ordine cronologico delle scene, una scelta astuta di Spielberg che si è rivelata utile per far procedere di pari passo la trasformazione emotiva dei personaggi con quella degli attori che li hanno interpretati.

Tutti questi sono buoni motivi che ci possono spingere a rivedere il memorabile film di Spielberg con più attenzione, così da apprezzarlo maggiormente, se mai ce ne fosse bisogno. Per quei pochi invece, che non hanno avuto ancora la fortuna di vederlo per la prima volta, oggi è senza dubbio il giorno perfetto per recuperare.