Approfondimenti

20 luglio 2017

20 luglio: lo sbarco lunare tra realtà e cinema

di Michela Fontana
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Il 20 luglio 1969 Neil Armstrong e Buzz Aldrin fecero il primo passo umano sul suolo lunare.

Michael Collins, terzo membro dell’equipaggio della missione Apollo 11, li aspettava all’interno del modulo di Comando, mentre essi fotografavano la superficie e raccoglievano campioni di materia.

Gli Stati Uniti si aggiudicavano così un’importante battaglia nella corsa allo spazio, uno dei settori che li vedeva contrapposti all’Unione Sovietica nella lotta per la supremazia mondiale nota come Guerra Fredda. L’evento, prima di allora tante volte immaginato e rappresentato sul grande schermo, poté essere seguito in diretta televisiva dagli spettatori di tutto il mondo.

L’immaginario cinematografico affonda le sue stesse radici nella conquista lunare, basta pensare alla celebre immagine tratta dal film del 1902 Viaggio nella luna, divenuta ormai icona della storia del cinema.
Geroges Méliès, in quello che è considerato il primo film di fantascienza, traccia una parodia del viaggio tanto bramato descrivendolo come un proiettile che si conficca nell’occhio del satellite.

Dopo di lui, molti altri registi fantasticano sulla stessa affascinante missione; tra questi, il maestro del cinema tedesco Fritz Lang, che nel 1929 con Una donna nella luna spedisce sull’astro quattro uomini, una donna e un bambino alla ricerca dell’oro.
Con questo film, Lang mostra per la prima volta al grande pubblico i fondamenti scientifici su cui si basano le spedizioni spaziali, avvalendosi della consulenza di due ingegneri missilistici.

Nel 1950, Irving Pichel approfondisce l’intento con Uomini sulla luna, raccontando la costruzione di un razzo a propulsione atomica e la successiva missione interstellare in una pellicola dalla forte impronta tecnico-scientifica, che in quell’anno si aggiudica l’Oscar per i migliori effetti speciali.

Nell’aprile del 1968, a circa un anno dal lancio dell’Apollo 11, viene distribuito dalla Warner Bros. il capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, opera d’arte elegante e complessa che riflette anche sulla condizione dell’essere umano.
In uno dei più celebri raccordi della storia del cinema, il film passa dall’inizio dell’evoluzione alla sua fine, mettendo in scena una raffinata e spettacolare sequenza in cui le astronavi danzano al ritmo delle note di Strauss per raggiungere la base lunare dove è stato ritrovato un misterioso monolito nero.

Con questa pellicola si inaugura una serie di film che dà per acquisita la conquista della Luna, alla quale si contrappone la lunga lista di opere cinematografiche che invece mette in dubbio la veridicità dell’avvenimento storico.

Appartiene alla prima corrente narrativa Apollo 13 del 1995, con cui Ron Howard si rifà ai fatti realmente accaduti nel 1970 portando sul grande schermo il celebre guasto che ha messo in pericolo la terza missione di allunaggio statunitense.

Altri film della stessa serie esplorano invece scenari drammatici ipotetici: accade per esempio in The Time Machine (Simon Wells, 2002) e Oblivion (Joseph Kosinski, 2013), entrambi concentrati su una catastrofe abbattutasi sul pianeta Terra a seguito della distruzione del suo satellite.

Capricorn One è il primo film a sostegno della cosiddetta “teoria del complotto“: datato 1978 e diretto da Peter Hyams, racconta di una spedizione su Marte durante la quale la NASA si accorge di non poter portare a termine con successo la missione e decide quindi di inscenare un finto atterraggio sul quarto pianeta.

Nel 2014 Christopher Nolan ambienta il suo Interstellar nel 2067, anno in cui a scuola viene insegnato che lo sbarco sulla Luna del ’69 non era altro che una ricostruzione cinematografica realizzata dal governo degli Stati Uniti allo scopo di vincere la Guerra Fredda.

L’anno successivo, Operation Avalanche di Matt Johnson e Moonwalkers di Antoine Bardou-Jacquet mettono in scena la stessa cospirazione governativa sottolineando il presunto ruolo di Kubrick nella falsa rappresentazione dell’evento.

La partecipazione del regista è sostenuta, secondo i complottisti, dai messaggi nascosti dallo stesso Kubrick in Shining (1980), con i quali si presume egli abbia voluto ammettere il suo intervento e il silenzio che è stato costretto a mantenere.

I film che trattano di questo argomento sono davvero tanti, l’esplorazione del cosmo, infatti, esercita da sempre un grande fascino nell’immaginario collettivo, che plasma ed è a sua volta plasmato dall’arte della rappresentazione cinematografica.

L’esplorazione andrà avanti ancora per molto tempo, sia nello spazio che sullo schermo; nell’attesa di conoscere i nuovi titoli che amplieranno l’immaginario, lanciatevi alla scoperta di quelli che finora vi siete persi…

Pronti? 4, 3, 2, 1… Buona missione.