Approfondimenti

13 novembre 2017

25 anni da Dracula di Bram Stoker: l’evoluzione del vampiro nel cinema

di Silvia Pegurri
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Sono ormai passati ben 25 anni da quando nelle sale fu proiettato uno dei film più iconici degli ultimi anni: Dracula di Bram Stoker, diretto da Francis Ford Coppola. Il successo è certo, non solo a causa alla storia avvincente, ma anche grazie a un cast stellare; Gary Oldman si trasforma nel conte transilvano, Winona Ryder nella bellissima Mina Murray e Keanu Reeves nell’innamorato Jonathan Harker.

Non è di sicuro la prima volta che il cinema sfrutta la figura del vampiro, creatura spaventosa e inquietante che da secoli infesta i nostri peggiori incubi. Senza dubbio la visione del vampiro si è pian piano modificata nel corso degli anni, basta mettere a confronto Nosferatu a Edward Cullen (anche se molti si rifiutano di chiamare quest’ultimo vampiro).

Ed è proprio da Nosferatu che tutto ha inizio, con la sua figura magra e scavata, le dita lunghe, quasi degli artigli, e lo sguardo inquietante ha sconvolto le menti degli spettatori del 1922. Nonostante fosse ispirato a Dracula il nome venne cambiato, onde evitare di dover pagare i diritti alla vedova Stoker. Il fascino che crea attorno alla sua figura è innegabile, spaventoso ma allo stesso tempo magnetico. Non passano pochi anni che la figura del Conte viene nuovamente interpretata da Bela Lugosi, questa volta più avvenente, ma non per questo meno spaventoso.

Ma Dracula, nonostante sia indubbiamente il più famoso, non è l’unico vampiro ad infestare i nostri incubi: contribuisce il film del 1960 Il sangue e la rosa, riadattamento del romanzo Carmilla, o la più recente pellicola Intervista col vampiro (1994). In quest’ultimo le creature notturne lasciano alle spalle il loro passato di occhiaie e bruttezza, per diventare dei veri e propri Don Giovanni, capaci di sedurre e uccidere chiunque, solo per capriccio. Il vampiro Lestat, interpretato da Tom Cruise, e Luis de Pointe du Lac, un fantastico Brad Pitt, incarnano il nuovo ideale di vampiro: bello e letale. Un mix che ormai sembra essere per sempre collegato a quella figura che una volta era solamente un mostro, un incubo da cui scappare.

Poi arriva Underworld (2004), in cui i vampiri sono in una eterna lotta con i licantropi. Il personaggio principale non è più un uomo, bensì la affascinante e letale Selene, interpretata da Kate Beckinsale. Ci si allontana dallo stereotipo, non paletti di legno e aglio, ma pistole ed esplosioni. La domanda sorge quindi spontanea: come si è arrivati a Twilight (2008)?

Il belloccio Edward Cullen sembra lontano da tutti questi personaggi. Il suo fascino attrae solamente le adolescenti, è stato creato apposta per non essere considerato un mostro e la sete di sangue tipica della sua specie sembra quasi assente. Ci troviamo davanti a un vampiro con la coscienza, un perenne diciassettenne che, nonostante abbia in verità vissuto per oltre cento anni, non sembra voler crescere. Sembrano lontani i tempi in cui i vampiri bruciavano al sole, invece che brillare, eppure Dracula di Bram Stoker è uscito solamente sedici anni prima.

Una cosa è certa, che si tratti di veri e propri incubi, affascinanti seduttori omicidi, femme fatales, o creature ricoperte di glitter, l’evoluzione del vampiro non si fermerà di certo qui. La figura di Dracula continua ad affascinare intere generazioni, attraverso i numerosi adattamenti cinematografici e le pagine del romanzo ci lascia con un senso di inquietudine, che solo il re delle tenebre è capace di trasmettere.