Approfondimenti

9 agosto 2017

40 anni senza Elvis, l’immortalità del mito

di Michela Fontana
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The King, il Re del rock ‘n’ roll, Elvis The Pelvis, Big E, l’unico e solo, Elvis Aaron Presley, moriva 40 anni fa. C’è chi dice che in realtà non sia mai morto, che sia rintanato in Argentina sotto la protezione di CIA e FBI, ma la notizia ufficiale e l’unica di cui ci è dato sapere è questa: alle ore 15 del 16 agosto 1977, all’età di 42 anni, Elvis moriva al Baptist Memorial Hospital di Memphis, a causa di un attacco cardiaco.

Ed è proprio a Memphis che è sorto il mito: nato a Tupelo, Mississippi, l’8 gennaio del 1935 da una famiglia povera e disagiata, a diciott’anni Elvis si trasferì nella florida cittadina del Tennessee, dove qualche anno dopo, per caso, iniziò una collaborazione con la Sun Records, un’etichetta discografica che in quel periodo permetteva a chiunque di registrare un disco da portarsi a casa. Fu così che il suo talento venne scoperto, per una vecchia ballata, “My Happiness”, che egli ebbe il desiderio di regalare alla madre in occasione del suo compleanno.

Da allora la sua popolarità non si è più fermata, fino a raggiungere proporzioni planetarie, esagerate, immense. Se la sua morte per alcuni non è convincente, di certo è indubbia l’eternità del suo mito. La diffusione della sua immagine nel mondo è seconda, infatti, solo a quella di Topolino, il che lo rende la persona più famosa mai esistita. Sono quindi innumerevoli le sue apparizioni nella cultura di massa, ne abbiamo selezionate alcune che restituiscano la poliedricità di questo leggendario artista: non solo cantante, non solo ballerino, non solo attore, ma icona d’America, di cultura, di integrazione. E’ stato proprio grazie a lui che due generi ben distinti, il country-pop dei bianchi da una parte e il rhythm and blues dei neri dall’altra, si sono fusi per la prima volta insieme, dando origine a una nuova e ricca fase della storia musicale mondiale. Eccoli qui dunque, sei film, alcuni con il Re in carne e ossa, altri su di lui, a dimostrazione del fatto che la sua forza travolgente non accenna a fermarsi, nemmeno dopo anni dalla sua scomparsa.

La via del male, 1958, di Michael Curtiz, drammatico: Elvis interpreta un giovane impulsivo con una tragica situazione familiare dalla quale cerca di uscire infilandosi però in circostanze sempre più pericolose.

Stella di fuoco, 1960, di Don Siegel, western: il giovane Presley veste il ruolo del figlio mezzosangue di un bianco e di una pellerossa che cerca di destreggiarsi tra le scorribande delle due fazioni.

Viva Las Vegas, 1963, di George Sidney, commedia musicale: la parte di Elvis è quella di un corridore automobilistico che si trasferisce a Las Vegas per racimolare il denaro necessario a comprarsi una macchina e partecipare al Gran Premio.

This is Elvis, 1981, di Andrew Salt e Malcolm Leo, documentario: è la ricostruzione della vita di Big E attraverso spezzoni di concerti, interviste e ricostruzioni sceniche in cui quattro diversi attori danno il volto al mitico artista.

Mystery Train – Martedì notte a Memphis, 1989, di Jim Jarmusch, drammatico: il mito di Elvis lega i personaggi delle tre diverse storie che avvengono contemporaneamente nello stesso albergo di Memphis.

Elvis & Nixon, 2016, di Liza Johnson, commedia: il film racconta del curioso incontro tra il Re del rock ‘n roll e il presidente Richard Nixon, che desidera assoldare il primo come agente segreto del governo.