Approfondimenti

24 novembre 2017

5 film per combattere la violenza sulle donne

di Silvia Pegurri
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Ogni anno migliaia di donne sono vittime di abusi. Troppo spesso intrappolate in quello che pensano sia amore, ma che altro non è che una forma d’odio mascherata. Il problema esiste da secoli, ed è proprio per questo che è importante combatterlo, non solo attraverso proteste o post di Facebook con slogan improbabili, ma attraverso i film, parte integrante della nostra cultura.

Troppo spesso si vedono rappresentazioni sessiste sui grandi schermi, stereotipi mirati a ridicolizzare un’intera categoria di persone. Per questo è importante parlare e mostrare la violenza sulle donne per quello che è: un’ingiustizia e un atto di codardia.

Per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, vi proponiamo cinque film che non ignorano il problema, ma ne vanno a fondo.

Foxfire
Foxfire, pellicola del 1996 diretta da Annette-Haywood Carter è la storia di un gruppo di ragazze, stanche di subire soprusi. Dai più piccoli insulti alle più gravi molestie, decidono di cambiare le cose, rompendo tutte le regole e ribellandosi a una società che le voleva sottomesse. Commettono un atto di disobbedienza civile verso un mondo di uomini, che pretende di essere superiore a loro e di decidere della loro vita. Le cose però non vanno come previsto e quel mondo che volevano conquistare alla fine rischia di sopraffarle.

A letto con il nemico
Il film del 1991, diretto da Joseph Ruben e tratto dall’omonimo romanzo di Nancy Price, vede una giovane Julia Roberts nei panni di Laura, sposata con Martin (Patrick Bergin), un uomo ricco e all’apparenza premuroso, un partito invidiabile che ogni donna desidererebbe. La realtà però è ben diversa, l’uomo è in verità violento e geloso e cerca di intrappolare Laura in una relazione basata sulla paura. Ma Laura non ci sta: decide di scappare. Fugge dalla loro bellissima villa isolata, fingendo la sua morte e iniziando una nuova vita, ma non passa molto prima che Martin scopra la verità, e la cerchi per vendicarsi.

Volver
Penelope Cruz è Raimonda nel film Volver (2006) di Pedro Almodóvar, una giovane madre proveniente dalla Mancha che a Madrid convive con Paco e la figlia Paula. La situazione familiare non è idilliaca come potrebbe sembrare, Paula accoltella Paco, che stava cercando di abusare di lei. Raimunda sa a chi credere, e aiuta la figlia a occultare il corpo del compagno, per poi tornare nella Mancha, dove tornano a galla i dolorosi ricordi del suo passato.

North Country
Il film del 2005 diretto da Niki Caro è tratto dalla storia vera di Josey Aimes e della sua lotta contro i maltrattamenti subiti dalle donne sul lavoro. Per mantenere i suoi figli decide di lavorare in miniera, dove però è vittima di continui abusi e molestie. Quindi si licenzia, iniziando la sua lotta contro queste ingiustizie, inizialmente sola, a causa del silenzio delle altre vittime.

Sotto accusa
“Era ubriaca.” “Se la stava cercando.” “Hai visto come era vestita?”
Ancora oggi, nel 2017, sentiamo queste frasi rivolte alle vittime di stupro, come se la colpa non fosse di chi commette il crimine, ma delle vittime stesse.
Su queste dinamiche si basa il film del 1988 di Jonathan Kaplan, in cui la giovane Sarah (Jodie Foster) una sera viene stuprata da quattro uomini dentro a un bar, sotto gli occhi degli altri clienti che non fanno nulla per fermarli. Allo stupro segue la denuncia, ma la giustizia non sembra così facile. La difesa punta sulla colpevolizzazione della vittima, dicendo che sarebbe stata lei a provocare l’aggressione. In poco tempo tutti conoscono il viso e il nome di Sarah, che comincia a vivere un incubo.