Approfondimenti

18 gennaio 2017

5 ragioni per cui dovete vedere Arrival di Denis Villeneuve

di Giulia Sambo
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Amy Adams regina della stagione cinematografica 2016-2017. L’avevamo intuito già a settembre, quando abbiamo seguito per voi la Mostra del cinema di Venezia: la rossa di Hollywood ha saputo distinguersi con il suo talento alla kermesse lagunare, brillando sul grande schermo del Lido con due performance memorabili in Animali Notturni – Nocturnal Animals di Tom Ford (Leone d’Argento) e Arrival di Denis Villeneuve.

È quest’ultimo film che vogliamo consigliarvi, sci-fi toccante in arrivo nelle nostre sale il 19 gennaio – nel film recitano anche Jeremy Renner e Forest Whitaker. Non si tratta del solito big title che parla di alieni; Arrival è una storia coinvolgente che si interroga sul rapporto tra passato, presente e futuro e sul mistero della vita.

Ecco cinque ragioni per cui non dovete perdervelo al cinema:

1. Amy Adams. Suprema, impeccabile. Donna intelligente, nella vita e sul set. Perfettamente a suo agio nel ruolo di docente di Linguistica, sa farsi valere con le sue idee e professionalità. La sua bravura è lampante, soprattutto se la mettiamo a confronto in Animali Notturni e Arrival: in entrambi i casi riesce a dare spessore alle parti, con misura e sensibilità.

2. La suspense. La forza di Arrival? La capacità di tenere incollati allo schermo. Guardandolo si ha la sensazione che a momenti qualcosa stia per succedere, qualcosa di importante. Si aspetta con ansia che il cerchio si chiuda, si attende col fiato sospeso la prossima mossa. Si viaggia con l’immaginazione, si vede poco ma si ipotizza tanto.

3. La trama. Passato, presente, futuro. Intrecciati. Come spesso accade quando i fatti non vengono raccontati in ordine cronologico, lo spettatore può sentirsi smarrito e disorientato. Ma nel caso di Arrival questo espediente contribuisce al fascino della storia, è intrinseco alla storia stessa. E interessa da vicino la protagonista, Louise Banks, che vanta una qualità speciale e insolita.

4. La riflessione sul linguaggio. Se siete appassionati di comunicazione, Arrival è il film che fa per voi. Indaga in modo più o meno approfondito l’uso del linguaggio e le difficoltà di comprensione reciproca quando il linguaggio non è condiviso dagli interlocutori. Mette a fuoco il binomio segno-significato evidenziando l’importanza dell’interpretazione nella comunicazione. Molto interessante.

5. Il messaggio sulla vita. Arrival fa riflettere sull’esistenza umana, dal punto di vista del singolo e dell’intera comunità terrestre. Parla della diffidenza che da sempre contraddistingue la nostra specie, dell’insicurezza nei confronti dello scorrere del tempo e della caducità delle cose. Arrival ci insegna che dovremmo ascoltare di più e vivere la vita come un viaggio bellissimo a prescindere dal finale.

Ah prima di andare al cinema, e farci sapere quello che ne pensate, leggete il nostro articolo Venezia 73. Arrival: il buongiorno alieno della seconda giornata di festival.