Approfondimenti

22 novembre 2017

50 anni di Mark Ruffalo: 5 film per conoscerlo meglio

di Michela Fontana
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Crede di essere l’uomo invisibile (e gli piace) ma ormai sono davvero in pochi a non conoscerlo: è Mark Ruffalo, oggi 50enne!

Nato nel Wisconsin il 22 novembre 1967, è solito nascondersi nelle metropolitane, coperto da un cappuccio, per studiare le battute dei suoi film e stare in mezzo alla gente senza farsi notare. Dopo 50 anni e più di 50 pellicole, però, non può certo pretendere di passare inosservato, nonostante abbia tentato di confonderci le idee con i suoi tanti volti.

Aperto, entusiasta, alla mano, ha quell’aria dell’amico di sempre con cui parleresti di qualunque cosa, quello stesso amico che con leggerezza ti “spoilera” il finale del film che aspetti da mesi. Già, perché è proprio ciò che ha fatto quest’estate parlando di Avengers: Infinity War in un’intervista a Good Morning America. Ma è anche un grande attore che ha ricevuto tre nomination agli Oscar per il ruolo di non protagonista ne I ragazzi stanno bene (2011), Foxcatcher (2014) e Il caso Spotlight (2016) e un impegnato attivista che nel 2014 si è visto riconoscere i suoi meriti umanitari con il prestigioso Britannia Award.

Conosciamolo meglio attraverso cinque dei più significativi lavori della sua carriera.

Sympathy for delicious di Mark Ruffalo.
Nel 2009 Mark si mette per la prima volta in gioco come regista con questo film, un misto tra dramma e commedia che racconta la storia di un DJ paralizzato a Los Angeles. Ciò che ha spinto Ruffalo a intraprendere quest’impresa è stata la tragica esperienza vissuta qualche anno prima, nel 2002, quando un intervento per rimuovere un tumore benigno al cervello gli ha provocato una semiparalisi facciale temporanea. La pellicola si è aggiudicata il premio della giuria al Sundance Film Festival, uno dei più importanti festival di cinema indipendente.

I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko
Il 2011 è invece l’anno della prima candidatura ai premi Oscar per il ruolo di Paul, padre biologico di due ragazzi cresciuti da una coppia di lesbiche che entrerà nelle loro vite stravolgendone le dinamiche familiari. Per la parte del frizzante Paul, Mark dichiara di essersi ispirato al fratello Scott, “un ragazzo pieno di vita, un entusiasta, amato da tutti”, un rinomato parrucchiere di Beverly Hills morto per un colpo di pistola alla testa nel 2008.

The Avengers di Joss Whedon
Questo è forse il personaggio che l’ha reso più celebre in assoluto. Nel 2012 ha infatti ereditato da Edward Norton il ruolo di Bruce Banner/Hulk nella più supereroica delle rimpatriate marchiata Marvel, riscuotendo un grande successo tra pubblico e critica. Mio padre Frank Jr. è il tipico italiano testa calda, impulsivo, passionale. Caratterialmente assomiglia molto a Hulk” ha detto a Repubblica in occasione del debutto di Thor: Ragnarok, presentato a Los Angeles nell’ottobre del 2017. Bruce Banner sarebbe invece “proprio come mia madre, una persona gentile e riflessiva.

The Normal Heart di Ryan Murphy
Nel film TV vincitore agli Emmy Awards del 2014, Ruffalo veste i panni di un omosessuale che “trasmette allo spettatore la voglia profonda di non tradire se stesso, anche nelle diversità. Siamo tutti diversi gli uni dagli altri, che significato ha parlare ancora di diversità? Per me è stato un impegno sociale interpretarlo”, ha raccontato in un’intervista a Elle nel 2015. Questo ruolo mette appunto l’accento sul suo impegno sociale, sulle battaglie che con fervore combatte sfruttando la sua influenza come attore per risvegliare una coscienza critica sui temi caldi della politica e dell’ecologia.

Teneramente folle di Maya Forbes
Nel 2015 Mark viene invece scelto per la parte di un padre affetto da disturbo bipolare che si trova a doversi prendere cura da solo delle due vivaci figliolette. Interpellato in quest’occasione ancora da Repubblica, l’attore ne ha approfittato per riflettere sul suo ruolo di padre: “Quando sono arrivati i miei hanno cambiato totalmente il fulcro della mia vita, le mie priorità: inseguire la carriera, il successo sono diventati molto meno importanti, non ho più avuto voglia di correre da un film all’altro senza fermarmi. E ho cercato di prendermi del tempo per vederli crescere, di trovare un equilibrio, occupandomi di loro insieme a mia moglie”.

Ecco, ora che sappiamo qualcosa di più sul suo conto possiamo dirlo: tanti auguri Mark Ruffalo, e tanti di questi film!