Approfondimenti

22 gennaio 2018

Gli eccentrici 65 anni di Jim Jarmusch

di Sara La Cagnina
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“La vita non ha una trama, perché dovrebbero averla i film?”

Ci sono individui che semplicemente rimangono impressi nella mente di chi li incontra per la prima volta: che sia per il look o la personalità, lasciano un marchio perenne. Così è per Jim Jarmusch, regista, attore e produttore, che oggi 22 gennaio raggiunge il segno dei 65 anni.

L’artista, nato a Akron, Ohio, il 22 gennaio 1953 è riuscito a fare qualcosa che molti registi ancora non riescono a raggiungere. Quando viene nominato un suo film, tra ricordiamo Dead Man (1995), Broken Flowers (2005) e Solo gli amanti sopravvivono (2013), la prima informazione degna di nota non è il nome gli attori o il sommario della trama, ma il nome del regista stesso: Jim Jarmusch.

Nel nome dell’uomo rimangono così impresse una serie di caratteristiche precise che hanno influenzato il cinema indie degli anni ’90 e 2000, creando un punto fisso di riferimento del genere, oltre che un marchio di garanzia.

Jim Jarmusch non è mai stato semplicemente un regista. Dopo essersi laureato in letteratura inglese presso la Columbia University, ha avuto diverse esperienze, tra cui ricordiamo la partecipazione in una rock band, per poi finire iscritto presso la Graduate Film School della New York University, senza aver mai prodotto nemmeno un cortometraggio.
Il regista ha ricordato più volte come proprio la musica che lo aveva accompagnato da giovane abbia poi saputo guidare la sua produzione, tanto da essere considerata dal regista come la più grande forma d’arte.
L’esperienza nell’accademia di cinema si è però rilevata un arma a doppio taglio, tanto che lui stesso ha più volte ammesso di aver dovuto disimparare tutto ciò che gli era stato insegnato. In questo si identifica forse l’unicità della sua creazione.

Jarmusch non parte da una trama, non segue un filo logico preciso, non percorre un percorso che porta lo spettatore da una linea iniziale a una finale. I personaggi nascono per primi, spesso musicisti, dotati di malinconia e romanticismo. Sono dei misteri, personalità che solo (e nemmeno sempre) alla fine del film riusciremo a comprendere. Il regista lascia che il film si sviluppi attorno a loro, dai loro dettagli e modo di vivere, da schizzi di pensiero improvvisi. E’ una tecnica utilizzata spesso dagli scrittori; si lascia che la storia si costruisca da sola, prendendo la direzione che meglio preferisce. Spesso è proprio per questo che i suoi film non hanno un finale preciso. L’artista ha difeso questa scelta spiegando che la fine della pellicola vorrebbe dire la morte dei personaggi e non si è mai sentito in grado di uccidere una delle sue creazioni.

A Jarmusch non interessa narrare una storia importante. Preferisce dare risalto agli elementi quotidiani e semplici, come un taxi, una sigaretta, una chitarra. È l’insieme di questi dettagli a formare la pellicola, in una narrazione spesso lenta e caratterizzata da frammenti lunghi e inquadrature fisse. I personaggi sono spesso outsiders alle soglie della società: musicisti, contabili, assassini.
Jim Jarmush si scaglia come figura risonante nel cinema indipendente americano, senza mai entrare nell’industria mainstream influenzata da Hollywood e dalla cultura pop. Al contrario, le sue pellicole richiamano più il cinema francese, da cui ha sicuramente preso ispirazione durante il suo soggiorno a Parigi nel 1973, dove si era fermato per una ricerca sul surrealismo.

Vi lasciamo con le sinossi di tre sue pellicole, in caso abbiate voglia di immergervi con il regista nel cinema alternativo di nicchia.

Dead Man (1995)
Il giovane William Blake (Johnny Depp) giunge da Cleveland alla piccola città di Machine. Dopo una serie di scontri con la gente del luogo dove rimane gravemente ferito, si trova costretto a fuggire attraverso labirinti di boscaglia e montagne. A guidarlo in questo percorso è un indiano chiamato Nessuno. Mentre i due penetrano la natura ispida e terminale del landscape, il loro cammino assume, poco a poco, i connotati di un percorso sempre più faticoso per Blake, che si avvicinerà sempre di più alla morte. Si rileverà un viaggio avventuroso e spirituale, tra due personaggi dai tratti curiosi e bizzarri.

Broken Flowers (2005)
Don (Bill Murray), single convinto, è stato appena scaricato dalla sua ultima fiamma, Sherry, e si ritrova ancora un volta solo e abbandonato a se stesso. Ma la sua solitudine viene turbata quando una misteriosa lettera rosa, spedita da una ex-amante anonima, lo costringe a rivedere tutto il suo passato. Nella lettera, infatti, si dice che Don ha un figlio di 19 anni, che forse adesso sta cercando suo padre. Don viene spinto dal suo amico più caro e vicino di casa Winston, un investigatore dilettante e padre di famiglia, a indagare su questo mistero.

Solo gli amanti sopravvivono (2013)
Adam (Tom Hiddleston), un musicista underground, è gravemente depresso per via della piega che la sua vita umana sta prendendo, nonostante i suoi sforzi. Torna allora a far coppia con la sua enigmatica amante Eve (Tilda Swinton), con la quale ha diviso diversi secoli di amore. Ma il loro idillio è interrotto dall’arrivo della selvaggia e imprevedibile sorella minore di Eve, Ava (Mia Wasikowska).