Approfondimenti

15 marzo 2017

80 anni fa la morte di Lovecraft, precursore del genere fantascientifico

di Francesco Farsoni
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Ha inspirato Stephen King, piacque a Houdini ed è considerato il precursore del genere fantascientifico. Ottant’anni fa moriva Howard Philips Lovecraft, tra i maggiori scrittori della letteratura horror del XX secolo. Cosa ha significato la sua opera per il cinema? A chi è stato d’ispirazione?

Il nome di Lovecraft brilla fra le stelle di prima grandezza nel firmamento letterario del XX secolo, anche se, forse, l’espressione non è del tutto appropriata per lui. Stiamo infatti parlando del Maestro con la m maiuscola del genere horror. Nella sua opera, così come nella sua ricchissima vita interiore e intellettuale, ha avvertito il “richiamo della tenebra” così da indagare il lato oscuro dell’uomo e della natura sporgendosi su quell’abisso cupo e arcano costituito dal lato nascosto della realtà che ci circonda.

Lovecraft ci ha regalato pagine indimenticabili, divenute pietre miliari del genere e imprescindibile punto di riferimento per i tanti che hanno seguito le sue orme, basti citare Stephen King; egli è inoltre da molti considerato un precursore del genere fantascientifico.

Howard Philips Lovecraft nacque il 20 agosto 1890 a Providence negli USA. Era il solo figlio di Winfield Scott Lovecraft, rappresentante di una ditta di argenteria e di Sarah Philips, figlia di un proprietario terriero impoverito. L’anno successivo alla sua nascita, la famiglia si trasferì nella zona di Boston ma presto il padre cominciò a dare gravi segni di squilibrio mentale e a soffrire di una paralisi che lo porterà alla morte. Howard crebbe quindi con la famiglia materna. Nel 1897 scrisse il suo primo componimento, un poemetto ispirato all’Odissea e i racconti The little Glass Bottle e The Noble Eavesdropper.

Incoraggiato dal nonno, il giovane Lovecraft divenne un appassionato lettore apprezzando la letteratura gotica, le fiabe dei fratelli Grimm e Le mille e una Notte. Dalle novelle arabe trasse spunto per creare il personaggio di Abdul Alhalzred, redattore del libro di magia nera Necronomicon, da cui il cinema ha tratto un film (prodotto da Brian Yuzna nel 1993). Lovecraft si accostò anche a scrittori come Poe, Verne e Wells e sviluppò un interesse per chimica e astronomia.

Successivamente la famiglia subì vari rovesci economici: Howard non terminò gli studi liceali a causa dei frequenti esaurimenti nervosi; tuttavia nel 1912 pubblicò le prime raccolte di poesie su giornali locali e si fece notare da Edward F. Daas presidente dell’UAPA Associazione degli scrittori dilettanti. Dal 1915 revisionò opere altrui. Pubblicò The Conservative, una raccolta di liriche che proseguirà sino al 1923, anni in cui Lovecraft mantenne una fitta corrispondenza con altri scrittori e autorevoli membri del panorama letterario americano. Grazie all’incoraggiamento di alcuni amici continuò a scrivere e produsse due racconti brevi: La tomba e Dagon. Nel 1924 il grande illusionista Houdini commissionò a Lovecraft un racconto che doveva apparire come il racconto di una reale avventura vissuta dal grande mago. Lo scritto uscì sulla rivista Wired Tales con il titolo di Imprisonment with pharaos.

Nel 1926 Lovecraft ritornò a Providence e da qui prese avvio il suo periodo creativo più fecondo. Da Il richiamo di Cthulhu a La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath e Il caso di Charles Dexter Ward pubblicati postumi. Scrisse anche altri racconti quali La maschera di Innsmouth, Alle montagne della follia. Le difficoltà economiche e i problemi di salute continuarono a perseguitarlo sino a quando i medici non gli diagnosticarono un tumore all’intestino in fase avanzata che lo porterà alla morte il 15 marzo 1937 presso il Jane Brown Memorial Hospital di Providence, sua città natale.

Tanti sono i film tratti dai suoi racconti, a partire dagli anni ’60 ad oggi: dal già citato Necronomicon a La creatura (1988), La porta sbarrata (1967), Il seme della follia (1994) e molti altri ancora.