Approfondimenti

9 dicembre 2016

Anche il cinema ama la montagna: 5 film per 5 personalità

di Anna Martellato
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Ogni 11 dicembre, dal 2003, si festeggia la Giornata internazionale della montagna. La ricorrenza ha le sue radici nel 1992, anno in cui si è tenuta la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo. Le montagne, che coprono un quarto della superficie terrestre e ospitano il 12% della popolazione mondiale, sono state spesso oggetto oppure sfondo di importanti film: anche il cinema è rimasto affascinato dai paesaggi innevati e dalle maestose cime che popolano il nostro pianeta.

Ecco cinque film per cinque personalità, da noi consigliati in base al vostro carattere e alla vostra indole. Una carrellata nella Storia del cinema, da non perdere per chi ha la montagna nel cuore.

Per gli ascetici: Sette anni in Tibet (1997). La vera storia di Heinrich Harrer, interpretato da Brad Pitt. Una vicenda travagliata, intensa e profonda che ci fa scoprire il Tibet, terra di montagne per eccellenza, e ci invita ad immergerci in tutta la sua spiritualità. Questo film racconta le avventure di un alpinista austriaco diventato amico del Dalai Lama, al momento della presa in consegna cinese del Paese.

Per i melò: Cinque giorni una estate (1982). Siamo in Svizzera, nel gruppo del Bernina, durante l’estate 1932. Douglas, un medico cinquantenne sposato, trascorre le vacanze in un albergo con la nipote Kate. Tra i due c’è una storia d’amore clandestina. Kate si confida con la giovane guida alpina Johann, che nutre una evidente simpatia per lei. Che cosa accadrà ad alta quota?

Per quelli che “il rischio è il mio mestiere”: Cliffhanger – L’ultima sfida (1993). Oppresso da un forte senso di colpa per non essere riuscito a salvare la donna di un amico, un volontario di una squadra di soccorso alpino ingaggia una lotta contro una banda di feroci rapinatori che hanno rapito la sua ragazza…

Per gli avventurosi: Alive – Sopravvissuti (1993). La pellicola racconta un fatto accaduto il 13 ottobre 1972. Un aereo proveniente dall’Uruguay e diretto in Cile, con a bordo anche una squadra di giovani rugbisti, precipita in uno spazio nevoso sulle Ande; perse entrambe le ali a causa di una forte turbolenza, quel che resta del velivolo è adagiato sulle pendici del vulcano Tinguiririca. I superstiti si ingegnano per sopravvivere senza sapere se qualcuno andrà a cercarli.

Per i no limits: Everest (2015). Ispirato ad una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, questo film documenta le avversità del viaggio di due diverse spedizioni sfidate oltre i loro limiti da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall’uomo. Il loro coraggio sarà messo a dura prova dal più crudele dei quattro elementi, gli scalatori dovranno fronteggiare ostacoli al limite dell’impossibile come l’ossessione di una vita intera che si trasforma in una lotta mozzafiato per la sopravvivenza.

Per i tragici senza paura: La morte sospesa (2004). Joe Simpson e Simon Yates sono due amici, appassionati di alpinismo, che scalano la Siula Grande nelle Ande peruviane. Joe scivola e cade, restando nel vuoto, attaccato a Simon solo tramite corda di sicurezza. La situazione è drammatica, ma Simon non molla. Cerca di tirare a sé il compagno ma non ci riesce. Taglia la corda, una decisione che un alpinista non vorrebbe mai prendere. Torna al campo base, convinto della morte del compagno, precipitato nel vuoto. Ma non è così…