Approfondimenti

15 giugno 2017

Aspettando il Re, Tom Hanks non basta: flop annunciato?

di Sara La Cagnina
Continua a leggere

Il 15 giugno esce nelle sale Aspettando il Re, il nuovo film di Tom Tykwer che vede come protagonista uno degli attori più amati dal pubblico, Tom Hanks.

La pellicola, basata sul romanzo Ologramma del re di Dave Eggers, racconta una storia forse già sentita. Alan Clay, uomo d’affari ormai in rovina, un divorzio alle spalle e le tasse del college della figlia da pagare, deve trovare un modo per rifarsi. L’idea più originale? Per trovare sé stesso si recherà fino in Arabia Saudita, mandato dalla sua società informatica per vendere un nuovo modello di teleconferenze tridimensionali, progettate per una moderna e innovativa città in costruzione nel deserto. Il mondo che lo aspetta è però diverso da quello immaginato: il Re a cui devono essere presentati i file non si trova e Alan si scontra con un cantiere abbandonato e impiegati addormentati o continuamente in pausa. Costretto a rimanere, è trasportato in un mondo dalle abitudini sconosciute, mondo che imparerà a conoscere grazie all’autista Yousef (Alexander Black) e la dottoressa Zahra (Sarita Chouhury). Il viaggio di lavoro diventa quindi occasione di riflessione e scoperta di una nuova opportunità di vita.

Il film non ha registrato grandi incassi all’uscita nelle sale britanniche. In un mondo sempre più globalizzato, l’aspetto più criticato è stata la visione del mondo arabo culturalizzata sul modello americano, in cui i cliché sul terrorismo, il modo di vestire e le donne non si fanno mancare. La regione sembra essere rappresentata con le solite immagini: cammelli per strada, uomini armati, sfiducia verso gli stranieri; o al contrario come la Las Vegas dei Paesi arabi, con macchine di lusso e feste alla moda.

Molti sono stati i commenti negativi all’uscita del trailer, soprattuto per il fatto che gli attori impegnati ad interpretare personaggi arabi fossero invece inglesi o americani. A tal proposito l’attrice Sarita Chouhury ha raccontato la sua esperienza nell’indossare uno hijab – il tipico velo delle donne musulmane: “La prima volta che ho indossato uno hijab è stato strano, come se stessi indossando una tuta da immersione“.

Il regista Faisal Hashami, che ha lavorato per molto tempo in Arabia Saudita, non si è risparmiato in critiche nei confronti della produzione dicendo che certo, lo stato ha numerose leggi conservatrici, ma nessuna di queste è relativa a come devono essere trattati i turisti. Le parole di Tom Hanks, che con trent’anni di carriera alle spalle si è trovato per la prima volta a girare un film nei Paesi Arabi, sono state: “Clay arriva in Arabia Saudita con la sua visione stereotipata, senza nessuna conoscenza a priori del posto”. Ma non sembra che questa cambi molto nel corso della pellicola.

Sicuramente il film ha anche elementi positivi: un messaggio di fondo, situazioni leggere che possono far divertire, tra cui la difficoltà di Alan a trovare alcool. Esilarante la scena in cui, completamente ubriaco, si ritrova con un coltello in mano pronto a fare un’operazione medica. Il sentirsi un pesce fuori dall’acqua e l’ostacolo della lingua sono altri elementi che danno il via ad una serie di situazioni comiche.

Tom Hanks è al suo secondo lavoro con il regista Tom Tykwer, che già lo aveva guidato in Cloud Atlas. L’attore risulta ancora una volta la componente vincente, e anche dopo la sfilza di successi che lo hanno visto protagonista dagli anni ’80 (C’è post@ per te, Forrest Gump, Sully e Il miglio verde) è il jolly che spinge tutti a guardare Aspettando il Re.