Approfondimenti

22 marzo 2017

Il bacio azzurro, un film per la Giornata mondiale dell’acqua

di Giulia Sambo
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Il 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU nel 1992 e celebrata in tutto il mondo. L’obiettivo è sensibilizzare gli abitanti del pianeta all’utilizzo misurato e consapevole di questa preziosa risorsa – l’oro blu, grazie alla quale esiste la vita. Il film Il bacio azzurro del regista napoletano Pino Tordiglione, distribuito da Pittmovie, ha aperto ufficialmente le celebrazioni della Giornata mondiale dell’acqua 2017 in Italia – precisamente a Firenze, al Teatro Puccini, dove è già stato molto apprezzato. La pellicola sarà proiettata in cento città del nostro Paese, in sinergia con diversi acquedotti promotori, e coinvolgerà anche e soprattutto migliaia di studenti.

Secondo il Food Sustainability Index-FSI, l’Italia è sesta al mondo per disponibilità di acqua, ma il consumo pro capite giornaliero è superiore del 25% rispetto alla media europea e del 66% rispetto a quella mondiale. A livello globale oltre 663 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile in casa. L’obiettivo ONU fissato nel 2017 è “migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale”.

Sempre l’ONU, insieme all’UNESCO, ha riconosciuto Il bacio azzurro un’opera essenziale per la diffusione della conoscenza sulla materia – film che ha radici nella nostra Irpinia, il polmone verde della Campania, oceano verde con uno dei bacini idrici più grandi del pianeta. Ecco perché Il bacio azzurro è il film da vedere nella Giornata mondiale dell’acqua: parla della risorsa blu come un dono, ricordando che l’uomo non è padrone di essa, ma semplice custode. Ha come protagonista Francesco, un bambino vispo che si fa aiutare dal nonno per fare un compito sull’acqua da consegnare a scuola; il nonno, un pensionato idraulico dell’acquedotto, lo accompagna in un viaggio di scoperta e conoscenza insegnandogli un’importante lezione.

Del film, il docente e critico Valerio Caprara ha detto “un montaggio straordinario. E’ il paesaggio che parla. Un film intenso”; Vittorio Sgarbi ha così commentato: “Un’opera che sa di Monet. L’Acqua, l’intelligibilità espressa in forma semplice. Degno di essere visto. Dovrebbero imporlo alle scuole e alle insegnanti”; l’attrice Marta Bifano: “Poesia assoluta. Fa vibrare le corde dell’anima”.