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17 febbraio 2017

Benicio Del Toro compie 50 anni: auguri, tenebroso latino!

di Anna Martellato
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Benicio Del Toro compie 50 anni: auguri, tenebroso latino!

Rude e selvaggio, ha prestato il volto a Che Guevara e Pablo Escobar. Ma il suo futuro (cinematografico) è nello spazio.

Ruoli cupi, intensi, vigorosi. Benicio del Toro, il tenebroso latino del cinema hollywoodiano compie oggi 50 anni.
Tanti i volti, i ruoli nei film che sono passati alla storia: Fred Fenster (I soliti sospetti, 1995), Javier Rodriguez (Traffic, 2000), Jack Jordan (21 grammi, 2003), Ernesto Che Guevara (Che – L’Argentino, 2008), Lawrence Talbot (Wolfman, 2009) e Pablo Escobar (Escobar, 2014). Personaggi che hanno tutti un denominatore comune: la sua oscurità latina, che diventa d’un tratto tagliente se lo guardi negli occhi gonfi. Virile, selvaggio, rude. E sexy, anche se non è bello. Ma si sa: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. E poi i suoi tratti sono unici, grazie alle sue origini amerinde (Nativi americani), spagnole e italiane.

Una vita non facile però, la sua, con un’infanzia a Porto Rico segnata dalla morte della madre quando l’attore aveva solo nove anni. A dodici si trasferisce in una piccola fattoria della Pennsylvania, per poi volare a San Diego a studiare economia alla University of California: è lì che si innamora della recitazione.
Un inizio come tanti, in produzioni studentesche, una delle quali lo porta al Festival di Arti Drammatiche al Lafayette Theatre di New York, dove decide di trasferirsi per studiare recitazione. E poi, via, a Los Angeles, per studiare all’Actors Circe Theatre grazie al quale inizia a recitare in televisione.

E poi finalmente arriva il cinema. Non è stata una prima apparizione memorabile, la sua: Big Top Pee-Wee – La mia vita picchiatella (1988), dove ha ottenuto il primo ruolo cinematografico, non è esattamente passato alla storia del cinema. E forse nemmeno nella sua apparizione in 007 – Vendetta privata (1989) Benicio si fa particolarmente ricordare.
Ma ne I soliti sospetti sì: è lì che arriva la svolta, quella vera. Grazie alla sua interpretazione (il personaggio di Fred Fenster) Benicio del Toro vince l’Independent Spirit Awards, vittoria che raddoppia l’anno seguente grazie al ruolo di Benny Dalmu in Basquiat.
Ma il film che davvero è entrato nella storia e che segna inevitabilmente la sua carriera è il discusso Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam. Da lì in poi per Benicio è un successo dietro l’altro. Traffic, di Steven Soderbergh, che gli vale il Golden Globe, il BAFTA, l’Orso d’argento a Berlino e l’Oscar come miglior attore non protagonista nel 2000. Candidatura che si aggiudica anche per il successivo film, 21 grammi, di Alejandro González Iñárritu.
Cannes invece lo applaude per i due film su Che Guevara, entrambi prodotti nel 2008 (Che – Guerriglia e Che – L’Argentino).

Senza contare che il nostro è stato il primo uomo scelto come protagonista del calendario Campari, nel 2011. Un anno magico, quello, in cui è venuta alla luce sua figlia Delilah, avuta da Kimberly Stewart (figlia di Rod Stewart).
Al cinema il suo futuro è nello spazio: dopo Star Wars – Gli ultimi Jedi, attualmente in post-produzione (dovrebbe uscire in dicembre), lo vedremo anche nel 2018 in Avengers: Infinity War, di Anthony e Joe Russo.
In bocca al lupo, Benicio. Ma soprattutto, buon compleanno.