Approfondimenti

24 novembre 2017

Casablanca: 75 anni dopo Sam suona ancora

di Anna Martellato
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“Suonala ancora, Sam”.
Sono passati 75 anni da quella spettacolare frase. Quella voce malinconica, innamorata, che non si è mai arresa, con gli occhi umidi da un pianto forse trattenuto troppo a lungo. E che insiste, quando l’uomo al pianoforte fa finta di non ricordare quella canzone: “Suona mentre il tempo passa”.

Al Rick’s Café Américain, a Casablanca, nel Marocco francese, parte della cosiddetta “Francia non occupata”, Sam suona la vecchia canzone, mentre il tempo passa.
Quelle note fecero la storia (romantica storia) del cinema, consacrando due stelle del firmamento Hollywoodiano: Ingrid Bergman, che nel film Casablanca del 1942 interpreta Ilsa Lund Laszlo e Humphrey Bogart nei panni del tenebroso Rick Blaine.

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Un epilogo struggente, un cult-movie inossidabile che resiste fino ai giorni nostri e anzi, forse acquista ancora più fascino mano a mano che quell’epoca si allontana sempre di più, diventando prezioso.

La storia di Casablanca ruota tutta attorno al locale di Rick, dove passano i fuggiaschi del nazismo. Ma un giorno arrivano lì il patriota Laszlo e la moglie Ilsa… amata da Rick due anni prima a Parigi. Ilsa infatti è una profuga norvegese con cui Rick aveva avuto una storia d’amore nella capitale francese. Ma, come a volte capita (almeno una volta) nella vita, era posto sbagliato nel momento sbagliato: quelli erano i giorni a cavallo dell’occupazione della città da parte dei nazisti e i due si dovettero separare. Lasciando qualcosa in sospeso tra loro, un rammarico o forse un rimpianto.

Regia di Michael Curtiz, tre Oscar, cinque nomination e un’atmosfera nostalgica, oggi cosa ci lascia Casablanca? Qual è la sua eredità per noi uomini e donne del 2017?
Casablanca racconta una di quelle faccende sospese, che non sono risolte e che a volte il destino ci ripropone.

Classificato al terzo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi sono innumerevoli gli omaggi che il cinema ha dedicato a Casablanca, pellicola di cui Umberto Eco ha scritto “Un cliché ci fa sorridere, cento ci commuovono”.

Anche il mondo dei fumetti ha reso omaggio al film. Giorgio Cavazzano ha realizzato testi e disegni per la parodia disneyana “Topolino, Minni in Casablanca”, appositamente realizzata in mezzatinta per ricreare le atmosfere del film.

Commozione, sentimento, rimpianto e coraggio di seguire la strada giusta, anche se dentro brucia. Una storia che si porta dietro tutti questi sentimenti e non li lascia andare, raccontata in modo superbo in uno dei film più memorabili della storia del cinema, e che ancora ci fa scorrere un brivido lungo la schiena ogni volta che sentiamo “Suonala, Sam. Suona mentre il tempo passa”.