Approfondimenti

2 novembre 2018

C’è ancora spazio per la saga di Millennium?

di Marco Rizzini
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Millennium – Quello che non uccide è l’ultimo capitolo della saga di Stieg Larsson.

Di questa narrazione epica molto fortunata, tutti hanno sentito parlare.

Anch’io, chiaramente. Purtroppo ammetto a malincuore di non aver mai avuto il piacere di leggere nessuno dei romanzi dell’epopea svedese. Ho però visto il buon Millennium – Uomini che odiano le donne, nel remake di David Fincher. Il regista di Se7ven e Fight Club trasporta sul grande schermo un’avventura forte, fatta di personaggi adrenalinici ma profondi, dove il livello di introspezione rimane alto. Come nei romanzi che non ho letto, ma di cui ho gustato le recensioni o ascoltato i pareri di amici di cui mi fido a livello culturale.

La forza e la potenza di Lisbeth Salander e di Mikael Blomkvist, i due personaggi principali, rivivono in questa trasposizione cinematografica del nuovo corso della saga. Purtroppo, l’inventore di Millennium morì qualche anno fa e l’intera epopea viene portata avanti adesso dallo scrittore David Lagercrantz, non saprei dire con quali risultati.

Di certo questo adattamento si farà ricordare perché ha, nei panni della protagonista, eroina postpunk e vera ribelle, la bella e brava Claire Foy. La giovane attrice inglese è stata di recente premiata con un Emmy Award per l’ottima interpretazione in The Crown, gioiellino targato Netflix sulla famiglia reale britannica, ed è al cinema proprio in questo momento con un sicuro blockbuster quale First Man – Il primo uomo.

La sua presenza e la legacy degli episodi precedenti varranno il prezzo del biglietto?

La regia è del giovane Fede Alvarez, regista uruguaiano di cui ho apprezzato il remake de La Casa del 2013.

In sala dal 31 ottobre, in anticipo anche sull’uscita americana.