Approfondimenti

21 maggio 2018

Cinque film da vedere nel mese del whisky

di Marco Rizzini
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Non si nega una giornata a nessuno, nel mondo moderno. Ma queste ricorrenze inventate, servono per far creare alle agenzie dei divertenti post a tema? Per vender qualcosa? Per tirar fuori dal cilindro qualche nuova promozione?
In ogni caso, c’è stata una giornata fortunata: la giornata internazionale del whisky, il 17 maggio. Poteva andarmi peggio con quella dedicata agli unicorni.
In Scozia si festeggia a sorsi di whisky addirittura tutto il mese di maggio.

Che film potremmo vedere sorseggiando un ottimo bicchiere di scotch, bourbon o whisky? Che sebbene mi piaccia sempre berne a litri, non ne ho mai studiato appieno la differenza. Sono un ragazzo di periferia che beve quello che gli offrono.

Parlando di whisky, la prima pellicola che mi viene in mente è La parte degli angeli, vecchio film di Ken Loach e uno tra quelli più piacevoli del grande regista. Sempre attento a raccontare la vita del proletariato bianco della perfida Albione, questa volta ci troviamo in Scozia, a Glasgow. Uomini sconfitti dalla vita cercano di riappropriarsi della stessa, riuscendo con la forza di volontà a sfidare una sorte che li voleva perdenti. Il film gira tutto attorno al whisky pregiato, alle distillerie e a quello che della Scozia è uno dei maggiori prodotti d’esportazione. Da vedere!

Il secondo film che mi sento di consigliare vede la regia di Sofia Coppola e si intitola Lost in translation. Nonostante alcune parti che ricordo troppo lente e cervellotiche, il film è ottimo ed è supportato da un Bill Murray in splendida forma. Racconta di un vecchio attore, ormai sul viale del tramonto, “costretto” da un milione di dollari di compenso ad accettare un ruolo di testimonial nella pubblicità di un whisky nipponico. Girato quasi tutto in una stanza d’hotel, vede anche una giovanissima Scarlett Johansson sullo schermo. E direi che basterebbe la sua presenza a farvelo cercare online.

Come terza pellicola citerei invece uno degli ultimi episodi dell’universo James Bond, Skyfall per l’esattezza. Ma non beveva solo Martini “agitato non mescolato”? Non più, ora lo sponsor esige un cambio di paradigma ed il mitico Daniel Craig si deve quindi prestare ad un cambio di drink, con una nuova passione per lo scotch invecchiato di una cinquantina d’anni. Non male, in ogni caso.

Quarte ma non per merito, mi vengono in mente le scene al bar dell’Overlook Hotel di un Jack Nicholson ormai impazzito in Shining. Chissà poi se quelle feste epocali erano popolate da spettri o se semplicemente erano proiezioni della mente malata del protagonista. Dovrei proprio rivederlo.

Chiudo con una quinta posizione citando invece una serie televisiva che ho amato e che ho trovato sempre capace di mantenere alto il livello della narrazione – e soprattutto dell’etilismo – Sons of Anarchy. Le gang di motociclisti della costa orientale americana, tra una sgasata e l’altra si riempiono di whisky, sebbene di pessima qualità. Che tanto, hanno già la vita breve, cirrosi più o cirrosi meno.