Approfondimenti

25 gennaio 2019

Creed II: La resa dei conti tra figli di…

di Marco Rizzini
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Ieri, 24 gennaio, era il gran giorno, è uscito finalmente Creed II!

Il ritorno sulle scene – e sul ring – della saga di Rocky si fa ancora più intenso. In questo secondo episodio dello spin-off relativo al figlio di Apollo Creed, Adonis, il plot narrativo non poteva essere più tremendamente intenso ed accattivante: la vendetta. Un procacciatore di incontri, un promoter re dello shit-talking e delle provocazioni riesce ad organizzare l’incontro del secolo: il rematch tra figli d’arte che tutti attendevano.

Sto parlando dell’incontro tra Adonis ed il gigante Viktor Drago, figlio di Ivan Drago. Il campione in carica, l’americano, avrà finalmente l’opportunità di vendicare la morte del padre, avvenuta sul ring per mano del campione – allora – sovietico.

In questo marasma di figli d’arte, non mancherà di timbrare il cartellino anche quello del fu allenatore del fu Apollo. Non manca più nessuno?

Di certo non mancherà la propaganda antirussa. Se trent’anni fa, in piena Guerra Fredda, ai tempi del primo episodio era più che giustificabile, adesso a chiunque abbia messo il naso fuori dalle colonie yankee certi eccessi dovrebbero far quantomeno sorridere. Se negli anni ’80 Ivan Drago impersonava l’Unione Sovietica e un sistema intero – crudele, pieno di anabolizzanti, dopato e spietato, con sua moglie che addirittura sorride alla morte di Apollo sul ring – adesso spero di non riveder più le stesse scene.

Chissà se rivivremo le stesse scene di propaganda, con la dicotomia del buon Adonis tutto famiglia e cuore d’oro versus lo spietato Drago Jr, intento a twittare fake news, subire angherie dal padre padrone e perché no, uccidere cagnolini al lato della strada. Spero di sbagliarmi.

In ogni caso fremo dalla voglia di vedere questo ennesimo film di boxe. Ogni titolo è diverso e le uscite al cinema ci hanno abituato a tutto il contrario di tutto: film sui personaggi, film sulla vita reale, su campioni controversi, su uomini ai margini della società, storie di rivalsa, storie di auto-distruzione e quant’altro.

Non mi aspetto un capolavoro ma di certo un buon prodotto di entertainment, un film d’azione che spero si riveli il più onesto possibile.

Alla regia lo sconosciuto – almeno a me – Steven Caple Jr. e nel ruolo di Adonis Creed ancora una volta il fisicatissimo Michael B. Jordan, candidato all’Oscar con Black Panter. Interessante il vecchio rintronato quanto saggio Rocky Balboa portato sullo schermo da un sempreverde Sylvester Stallone e addirittura una Carmen Russo rediviva nel ruolo della fu moglie di Ivan Drago.

Tutti in sala – e sul ring – per il weekend!