Approfondimenti

20 gennaio 2017

Trieste Film Festival al via il 20 gennaio

di Michela Fontana
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Il 20 gennaio si apre la 28esima edizione del Trieste Film Festival, la principale rassegna italiana sul cinema dell’Europa centro-orientale, organizzata dall’Associazione Alpe Adria Cinema e diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo.

Il festival, la cui edizione zero risale alla vigilia della caduta del muro di Berlino, da circa trent’anni offre un’interessante prospettiva su opere e autori generalmente poco conosciuti in Italia e in Occidente, portando in anteprima sui suoi schermi film di qualità scelti dal pubblico, destinati ad affermarsi nel panorama cinematografico internazionale.

Quest’anno la manifestazione, in programma dal 20 al 29 gennaio, inizierà con la proiezione del lungometraggio fuori concorso The Teacher, dal regista ceco Jan Hřebejk, candidato all’Oscar nel 2002 per miglior film straniero con Divided We Fall. Il film, che apparirà a breve nelle sale italiane, è ambientato a Bratislava, nella Cecoslovacchia del 1983. In un paese che inizia a manifestare qualche insofferenza nei confronti del Socialismo reale e della famigerata cortina di ferro, risalta la straordinaria figura di un’insegnante apparentemente mite e rassicurante. Un ruolo, questo, che a Zuzana Mauréry è valso il premio di miglior attrice all’ultimo Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary, in Repubblica Ceca.

La chiusura della rassegna sarà invece affidata a On the Milky Road, l’ultimo lavoro del serbo Emir Kusturica (Underground, Arizona Dream, Il tempo dei gitani). La pellicola racconta una semplice storia d’amore tra un uomo (interpretato dallo stesso Emir Kusturica) e sua moglie (Monica Bellucci), che vivono in una zona montuosa della Serbia negli anni della guerra civile dei Balcani.

Il cuore del Festival poggerà invece sui tre concorsi internazionali, ormai consolidati, dedicati ai lungometraggi, ai cortometraggi e ai documentari dell’anno passato.

Per il Concorso internazionale lungometraggi saranno presentati dieci film, tutti inediti in Italia, legati tra loro dal filo conduttore di “un passato che non passa”, più altri cinque fuori concorso qualificati come Eventi speciali. Di questi, due sono proprio quelli di apertura e chiusura già citati, The Teacher e On the Milky Road. Sarà poi omaggiato Andrzej Wajda, l’autore polacco scomparso lo scorso 9 ottobre. Il suo Afterimage, ritratto del grande pittore perseguitato dalla dittatura socialista Władysław Strzemiński, verrà proiettato il 28 gennaio, mentre il 24 saranno fatti gli onori a Omero Antonutti con la riproduzione di Padre Padrone di Paolo e Vittorio Taviani, il film Palma d’Oro a Cannes nel 1977 in cui Antonutti ebbe il primo importante ruolo come interprete. Sempre il 24 sarà mostrato anche The Valley of Peace, classico della cinematografia slovena del dopoguerra diretto da France Štiglic.

Il Concorso internazionale cortometraggi vedrà invece in competizione diciotto titoli (tra i quali Fox di Jacqueline Lentzou, vincitore del premio della giuria Giovani al Festival di Locarno), mentre per il Concorso internazionale documentari ne saranno presentati undici, oltre a tre fuori concorso e tutti in anteprima italiana. Per decretare il vincitore di ciascuna delle tre gare, sarà chiamato in causa ancora il pubblico, che col suo voto si farà giudice della manifestazione.

Tanti saranno anche i riconoscimenti e le attività speciali, dal premio dedicato al Nuovo cinema rumeno alla masterclass del documentarista russo Vitalij Manskij, vincitore nella scorsa edizione del Concorso internazionale documentari e protagonista questa volta di una esposizione-omaggio composta da otto film.

Anche quest’anno, poi, sarà assegnato il Premio Corso Salani, che verrà conteso da quattro film italiani prodotti nel corso del 2016 e ancora in attesa di distribuzione. I titoli di questa edizione sono: Un altro me di Claudio Casazza (introspezione sulla subcultura carceraria dei detenuti per reati sessuali), Chi mi ha incontrato non mi ha visto di Bruno Bigoni (mockumentary sul ritrovamento di una misteriosa foto del poeta francese Arthur Rimbaud), La natura delle cose di Laura Viezzoli (incontro dell’autrice con un malato terminale di SLA), Sette giorni di Rolando Colla (storia di attrazione e desiderio tra un uomo e una donna).

Il 28 gennaio, inoltre, una novità: Fai bei sogni di Marco Bellocchio riceverà il premio di Miglior film italiano dell’anno durante una cerimonia che nasce proprio quest’anno da un’iniziativa del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Un programma ricchissimo quello di questa edizione dunque, consultabile per intero sul sito della manifestazione. Se volete scoprire un mondo nuovo, meno noto ma decisamente interessante, questa è l’occasione giusta. Il biglietto per un’intera giornata vi costerà solo 12 euro, fateci una capatina… ne varrà la pena!