Approfondimenti

8 giugno 2017

Dal libro al film: Sognare è vivere

di Francesco Farsoni
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Dietro un grande film, c’è spesso un gran romanzo. Così è per Sognare è vivere, film distribuito da Altre Storie, nelle sale dall’8 giugno. Il film è scritto, diretto, co-prodotto ed interpretato da Natalie Portman, che qui vediamo al suo debutto da regista. Ecco allo specchio il libro, scritto da Amos Oz, e il film. Buona lettura… ehm, visione.

Così il libro…
Attraverso questo monumentale romanzo autobiografico, pubblicato nel 2002 e diventato presto un best seller a livello mondiale tradotto in quindici lingue, il grande scrittore israeliano Amos Oz narra la propria infanzia vissuta a Gerusalemme e il periodo trascorso nel kibbutz di Hulda, tracciando nel contempo un grande affresco delle vicende storiche con le quali s’intrecciano i primi non facili anni della sua esistenza. Dalla fine del mandato britannico sulla Palestina alla nascita dello Stato d’Israele, con il suo portato nella vita dello scrittore. Raccontando con lucidità e coraggio anche la storia della propria famiglia, in alcuni casi molto dolorosa, attraverso pagine di altissima scrittura Oz fa rivivere personaggi, situazioni e ambienti della Palestina dell’epoca, descritta con minuzia e dovizia di particolari. Si delinea in tal modo un percorso, quasi fisico ma non lineare, che va da Gerusalemme al Kibbutz di Hulda dove l’autore vivrà poi per diversi anni. Molti e importanti i personaggi storici che Oz incontra sin dall’infanzia e che, con la loro opera, hanno dato un decisivo contributo alla fondazione dello Stato ebraico, da Shmuel Yosef Agnon a David Ben Gurion. Tali incontri vengono narrati nel libro dove, in questo modo, la Storia abbandona il proprio ruolo di cornice per assurgere a quello di co-protagonista, facendosi personaggio e camminando accanto allo scrittore stesso.

…così il film
In virtù del meritatissimo successo ottenuto, il romanzo non poteva non attirare l’attenzione del cinema. Così l’8 giugno esce nelle sale Sognare è vivere, trasposizione dell’opera. La pellicola, prodotta in Israele nel 2015 e distribuita da Altre Storie, porta con sé una interessantissima novità: l’esordio alla regia della grande attrice Natalie Portman la quale, dopo una carriera cinematografica che l’ha resa una stella di prima grandezza del firmamento di Hollywood (basti citare Star Wars- episodio I, Tutti dicono I love You, Il cigno nero, Closer), esordirà dietro la macchina da presa con questo film importante e profondo. Farà anche parte di un cast d’interesse insieme a Makram Khoury (Nozze in Galilea, la sposa Siriana, il Giardino dei Limoni) e Shira Haas (The Zookeeper’s Wife, Magdalene). In questo suo primo film, la Portman traspone sul grande schermo le vicende narrate con la sapienza e la delicatezza che esse richiedono. L’attrice ha mostrato un coraggio encomiabile scegliendo di fare il suo esordio alla regia con una pellicola sicuramente non facile. Infine, Natalie Portman ha saputo regalarci un’opera che induce una profonda riflessione nello spettatore e che, ne siamo certi, sarà una delle pellicole protagoniste di questa stagione cinematografica.