Approfondimenti

7 agosto 2018

Dalla carta alla pellicola: destinazione montagna

di Francesco Farsoni
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Passeggiate in montagna, aria pura, circondati da una natura incontaminata fra il cinguettio degli uccelli e lo scorrere di freschi ruscelli fra rocce scoscese. Non manca che fare qualche pausa e sedersi tra i fiori o su di una panchina ombreggiata a leggere un libro! Non sapete quale scegliere? Ecco alcuni suggerimenti. E se poi passate qualche serata davanti alla TV o andando al cinema potete rilassarvi guardando i film tratti dai romanzi che qui vi suggeriamo.

Heidi

Chi di voi non la conosce? Ebbene, Heidi nasce proprio da un romanzo, opera di Johanna Spyri e pubblicato nel 1880. Heidi narra le vicende di una bambina che, rimasta orfana dei genitori, si reca a vivere con il nonno, un pastore che vive fra le montagne della Svizzera dove pascola le capre dalle quali ricava latte e formaggio. La piccina si ambienta presto e inizia a portare lei stessa al pascolo le capre in compagnia del nonno oppure di Peter, un altro giovane pastorello. Le montagne, i verdi pascoli e gli animali diventano presto quasi un tutt’uno con Heidi che, però, viene portata a Francoforte presso una ricca famiglia dove assieme a Clara, figlia del padrone di casa immobilizzata su una sedia a rotelle, imparerà a scrivere e leggere. L’amicizia nata tra le due bambine sarà poi di grande aiuto anche Clara quando si recherà fra i monti per venire a trovare Heidi. Grande e immediato il successo dell’opera, oggetto negli anni di numerose trasposizioni cinematografiche e televisive. Famosissima la serie di cartoni giapponesi diretta da Hayao Miyazaki. Luigi Comencini nel 1952 dirige Helsbeth Sigmund, Heinrich Gretler e Thomas Klameth in Heidi – Son Tornata per Te. Del 1965 invece il film Heidi per la regia di Werner Jacobs con Eva Maria Singhammer e Gustav Knuth. Più recenti le versioni cinematografiche del 2001 per la regia di Markus Imboden e del 2015 del regista Alain Gasponer.

L’ultima discesa

Biografia del campione di hockey Eric LeMarque e pubblicata nel 2016, racconta la vita del grande sportivo statunitense e, soprattutto, la brutta avventura da questi vissuta quando in un brutto momento della propria esistenza, per vincere la dipendenza da anfetamine e sfuggire ad una vita vuota, si isolerà fra le montagne venendo colto da un tormenta. Lotterà per sopravvivere in una sfida senza respiro fra lui e la montagna arrivando a mangiare la propria carne. Soltanto l’intervento della madre e l’arrivo dei soccorsi lo strapperanno alla morte. Nel 2017 la trasposizione cinematografica del libro con il film L’ultima discesa per la regia di Scott Waugh con Josh Hartnett e Mira Sorvino.

Il piccolo alpino

Scritto da Salvator Gotta e pubblicato per la prima volta nel 1926, il libro narra le avventure del piccolo Giacomino che, rimasto privo dei genitori, si trova a vivere con gli alpini e con loro viene coinvolto nei combattimenti che insanguinarono le montagne cento anni fa a causa della Prima Guerra Mondiale della cui conclusione ricorre quest’anno il centenario. Le vicende sono, infatti, ambientate negli anni che vanno dal 1914 al 1918 e il terribile conflitto è il “coprotagonista” di questa storia, nella quale pure non mancano i momenti teneri e di grande profondità umana. Di pagina in pagina il libro ci ricorda come una delle più atroci guerre della storia umana sia passata con tutto il suo carico di violenza, odio e morte attraverso questi paesaggi che sembrano così puri ed incontaminati e questo deve essere un monito per tutti noi. Grande il successo del romanzo che ha avuto varie trasposizioni cinematografiche e televisive: del 1986 Mino – il piccolo alpino per la regia di Gianfranco Albano, del 1940 invece la versione diretta da Oreste Biancoli.