Approfondimenti

24 maggio 2018

Ecco i veri protagonisti di maggio!

di Anna Martellato
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Il nostro rotocalco che si occupa dei protagonisti del cinema non poteva non essere dedicato a Cannes e, in particolare, alle stelle italiane che hanno brillato alla 71esima edizione del festival cinematografico. Ecco allora i volti di chi ha conquistato la Giuria (e non sono pochi): Marcello Fonte, Matteo Garrone, Alba Rohrwacher, Asia Argento.

Marcello Fonte
“Da piccolo, quando ero a casa mia, pioveva sopra le lamiere. Chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire gli applausi. Invece adesso li apro, e quegli applausi siete voi e c’è un calore che è come una famiglia. Quella di Marcello Fonte è la storia di un riscatto. L’abbiamo visto emozionantissimo sul palco di Cannes a ritirate il premio come miglior attore, accanto a Roberto Benigni e alla giurata Khadijah Nin. Il suo successo arriva dopo anni di gavetta e di piccole parti al cinema e in tv. Nato a Melito di Porto Salvo e cresciuto ad Archi (Reggio Calabria), classe 1979, Fonte si trasferisce a Roma nei primi anni ’90 su suggerimento del fratello scenografo. Marcello sogna il cinema. Ma come tanti il decollo vero non c’è. Al teatro Forte Apache Marcello lavora come custode. Ma è in una di quelle brusche e pazzesche virate che fa l’esistenza che tutta la sua vita cambia. Le sue collaborazioni sono solo ruoli marginali, ma con grandi registi: Scola, Soavi, ma anche Scorsese e Alice Rohrwacher. Lo scopre per caso Garrone a Roma grazie a una sostituzione dell’ultimo minuto.
Il debutto con Apri gli occhi e… sogna di Rosario Errico, evidentemente gli ha portato fortuna. Perché il sogno si è realizzato davvero, a occhi ben aperti. Nel 2015 scrive, dirige a quattro mani con il regista Paolo Tripodi e interpreta Asino vola, film presentato al Locarno Festival all’interno della sezione Piazza Grande, mentre in tv recita in Don Matteo e nella serie La mafia uccide solo d’estate. Occupante del Cinema Palazzo – che lo ha festeggiato con uno striscione -, Fonte è stato a lungo tuttofare dentro e fuori dal set. Sarto, imbianchino, barbiere, comparsa.
Dalle stalle alle stelle per colui che è stato la rivelazione del festival!

Matteo Garrone
Con il suo Dogman, nelle sale dal 17 maggio, Matteo Garrone torna alla ribalta del cinema internazionale. A Cannes l’attore protagonista Marcello Fonte, ha vinto il premio per il migliore attore. La storia che racconta si ispira a un noto delitto di fine anni ’80 e sta riscuotendo buone recensioni da parte della critica. Dogman parte dalla storia del canaro della Magliana, ovvero Pietro De Negri, che era detto “canaro” perché aveva un negozio di toelettatura per cani: uccise in modo brutale l’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci, dopo averne subito per anni le vessazioni. Ma questo per Garrone è stato solo il punto di partenza: i personaggi del suo film hanno altri nomi e vivono in un altro tempo e luogo. Il fatto di cronaca è stato quindi uno spunto, come ha dichiarato lo stesso regista. Di cosa parla Dogman? In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l’unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l’amore per la figlia Sofia e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino (interpretato da Edoardo Pesce), un ex pugile che terrorizza l’intero quartiere. Dopo l’ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato.

Alba Rohrwacher
Una donna persa, che ritrova se stessa. È questa la magia che porta Alba Rohrwacher a Cannes in duplice veste: ha accompagnato la sorella Alice il cui Lazzaro ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura ex aequo con Trois Visages, ed è protagonista della commedia surreale di Gianni Zanasi Troppa grazia in cui è Lucia, una geometra persa e scombinata che vede la Madonna. Una donna che cerca, che si affanna, che lavora tanto, alla ricerca di qualcosa. Ma ha perso di vista chi è, si è dimenticata chi è stata, si è dimenticata la sua infanzia. Il campo che lei lavoro è il campo dove è cresciuta, ma si è dimenticata del suo passato, si è dimenticata chi è. Attraverso l’incontro magico, in questo senso, inizia a ritrovarsi.

Asia Argento
Il Festival di Cannes è stato importante non solo per i riconoscimenti ai film, ma anche per la lotta alla discriminazione e alle molestie. Asia Argento è tornata ad accusare e a ribadire, con un discorso potente e applaudito, quello che le è accaduto e che ha già denunciato (sui tabloid). Ha consegnato lei il premio per la miglior attrice a Samal Yeslyamova per Ayka, e nel farlo è tornata sul caso che l’ha vista protagonista sui giornali di tutto il mondo: “Nel 1997 sono stata stuprata da Harvey Weinstein qui a Cannes, avevo 21 anni. Il festival era il suo terreno di caccia, ha detto l’attrice. “Perfino stasera, fra di voi, siedono coloro che devono rendere conto del loro comportamento nei confronti delle donne, che non può essere tollerato in questa o in nessun’altra industria. Sapete chi siete, ma soprattutto noi sappiamo chi siete e non vi permetteremo più di cavarvela così”. Predatori avvisati.