Approfondimenti

10 febbraio 2017

Foibe: ricordare è dovere, lo insegna anche il cinema

di Anna Martellato
Continua a leggere

Profondi inghiottitoi carsici, pozzi senza fine. Sono le foibe, gli strapiombi tipici della regione istriana. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono stati gettati, vivi e morti, quasi 10mila italiani.

Fascisti, cattolici, liberal-democratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Alcuni seviziati, altri abusati, stuprati dai loro aguzzini, giudicati negli sbrigativi tribunali partigiani slavi.

Oggi, in occasione della Giornata del ricordo, celebrata dalla Repubblica italiana ogni 10 febbraio a partire dal 2004, vogliamo ricordare le migliaia di italiani infoibati e gli esuli istriano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia in seguito alla sconfitta dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.

Oggi cosa resta del ricordo delle foibe? Resta il tentativo di raccontare per non dimenticare, proprio come accade ogni 27 gennaio per la Shoah. Ma viviamo nell’ignavia. Paragonando o disprezzando, come se le vittime di uno e dell’altro odio fossero più o meno degne di essere ricordate, insinuando giustificazioni. E dimenticandoci che la radice è la stessa, ed è ben più profonda del colore di un partito, di una bandiera o di una Nazione. Non si tratta di morti che meritano e morti che non meritano. Ricordare e raccontare è essenziale e lo dobbiamo a noi stessi e al nostro passato, al nostro presente ma soprattutto al nostro futuro.

Sono molti i documentari trasmessi in televisione o nel circuito scolastico, insieme a qualche fiction. Ma anche se i film sulle foibe sono pochissimi, eccone tre che vale davvero la pena di vedere.

Porzûs (1997). Per la regia di Renzo Martinelli; uno dei sopravvissuti dell’eccidio di Porzûs, Storno, si reca in Slovenia a visitare Geko, che non vede più dalla fine della guerra. I due rievocano tutte le vicende che li hanno visti protagonisti tra la fine del 1944 e il febbraio del 1945. Al termine della visita Storno immagina di compiere la sua vendetta uccidendo Geko a colpi di pistola. Il film ricorda l’eccidio di Porzûs, tragico avvenimento della Resistenza Italiana. Nel febbraio del 1945 un intero reparto della Brigata Osoppo, capeggiato da Francesco De Gregori detto “Bolla” (zio dell’omonimo cantautore) venne massacrato da un centinaio di “gappisti” comunisti comandati da Mario Toffanin. Nell’eccidio persero la vita diciassette partigiani, tra cui Guido Pasolini, fratello minore di Pier Paolo.

Foibe (2014). È un film di John Michael Kane che racconta le vicende durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale che hanno portato alla morte di migliaia di italiani, torturati e uccisi, gettati senza possibilità di difendersi nelle foibe. Una strage che ha coinvolto donne e bambini, militari e gente comune. Da Norma Cossetto a Don Francesco Bonifacio, dai militari uccisi alle famiglie torturate, Foibe racconta la loro storia, le verità nascoste e il coraggio di chi ha dato la vita continuando a credere in ciò che era e in quella che rappresentava. La pellicola è uscita nelle sale il 10 febbraio 2014.

Il segreto di Italia (2014). Ispirato a fatti realmente accaduti nella primavera del 1945, a deposizione delle armi avvenuta, Codevigo, paese della bassa padovana, vive la guerra solo dopo la liberazione. Il dramma di una famiglia in quello che è stato l’eccidio di Codevigo commesso dai partigiani comunisti vissuto attraverso gli occhi e i sentimenti di una giovane ragazza: Italia. Il film, uscito nel 2014, porta la firma alla regia di Antonello Bellucco e vanta tra gli attori Romina Power e Gloria Rizzato.