Approfondimenti

9 novembre 2016

Future Baby: qual è il futuro della riproduzione umana?

di Giulia Sambo
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Se non si trova l’uomo giusto a cui volersi legare, si può essere donne complete con una vita totalmente appagante, sia dal punto di vista economico, sociale, professionale, sessuale e genitoriale.

Leggo queste parole online, scorrendo la descrizione del libro All the single ladies. Il potere delle donne single scritto dall’americana Rebecca Traister – giornalista per il New York Magazine e collaboratrice di Elle. Ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo le sue considerazioni al Festival di Internazionale a Ferrara 2016, appuntamento annuale fisso per gli amanti del giornalismo d’attualità. Il suo speech mi ha illuminato. E neanche farlo apposta, subito dopo, sono volata al cinema per vedere Future Baby di Maria Arlamovsky, documentario sul futuro della riproduzione umana, tra pazienti e ricercatori, donatori e madri surrogate, cliniche e laboratori.

Leggete il libro, se potete. Andate a vedere Future Baby, soprattutto se siete di Verona e dintorni. Parte della rassegna Mondovisioni infatti (selezioni di film in proiezione a Ferrara lo scorso ottobre) sarà trasmessa in replica al Cinema Teatro Nuovo San Michele di Verona a novembre e dicembre. Sfogliate il programma completo oppure cercate gli appuntamenti previsti nella vostra città su Cineagenzia.it grazie a Mondovisioni in tour.

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Lasciatemi spiegare perché Future Baby merita di essere visto. Si tratta di un lavoro validissimo prima di tutto per le modalità con cui tratta un argomento (oggi più che mai) attuale e delicato come la riproduzione umana: niente giudizi, solo fatti. Attraverso un linguaggio semplice e chiaro, diretto e a tratti colloquiale, esamina realtà diverse per far luce su problematiche diverse eppure collegate: la fecondazione in vitro, il congelamento di embrioni e tessuti riproduttivi, lo studio del DNA e la selezione dei caratteri umani. Questioni diverse, un fenomeno universale. Coppie sterili, donatori di ovuli e di sperma, mamme in prestito, scienziati e sociologi: tutti sono chiamati ad intervenire per far luce sull’argomento da molteplici punti di vista. Una città, un argomento, una testimonianza, questo il ritmo del pattern narrativo.

Alla fine la domanda è: la scienza oggi aiuta le persone ad essere felici oppure la scienza rovina e manipola la vita come se fosse un prodotto da supermercato? Emergono due posizioni opposte, che non per forza si escludono l’una con l’altra. La scienza oggi può consentire alle donne di lavorare e di dedicarsi a se stesse senza privarsi della gioia di diventare madri; una donna giovane, anche single, può fare carriera e allo stesso tempo avere figli – la soluzione è congelare gli ovuli. La scienza oggi può anche prevedere eventuali malattie genetiche e correggerle, può soddisfare le preferenze estetiche dei futuri genitori. Miracoli, insomma. Ma sotto questa luce tutto appare meccanico, privo di emozioni. La felicità è reale o soltanto un’illusione? Davvero la scienza può escludere l’errore, aspirare alla perfezione e allontanare il dolore?