Approfondimenti

8 agosto 2017

Gangster Story, i 50 anni di Bonnie & Clyde

di Sara La Cagnina
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Tutto quello di cui ho bisogno in questa vita di peccati siamo io e la mia ragazza, correndo fino alla fine, io e il mio ragazzo” – così cantavano Jay-Z e Beyoncé nel 2003, nella loro canzone che prendeva il titolo proprio da una delle coppie di criminali più amate di sempre: Bonnie and Clyde.

In occasione dei 50 anni dall’uscita di Gangster Story, vediamo chi era questa coppia e come la loro leggenda sia entrata nella storia del cinema (e non).

Bonnie Elizabeth Parker (1 ottobre 1910 – 23 maggio 1934) e Clyde Chestnut Barrow (24 marzo 1909 – 23 maggio 1934) si conobbero nel gennaio del 1930, quando Bonnie lavorava come cameriera in un ristorante. La coppia sconvolse l’America rurale degli anni ’30, durante la grande depressione, dando il via ad una serie di rapine e furti seguiti da esaltanti fughe su macchine sempre diverse ed esclusivamente rubate. La polizia cercò invano di arrestarli per molto tempo, finché non ci riuscirono nel 1934, grazie ad un’imboscata su una stradina della Louisiana. Durante la sparatoria che ne seguì Bonnie e Clyde rimasero uccisi, insieme però fino all’ultimo momento, all’ultima lotta.

La prima trasposizione su schermo delle loro avventure si ha nel 1958, con The Bonnie Parker Story diretto da William Witney. Le vicende del film prendono solo in parte spunto dalla vita dei due, tanto che Cylde nel film prende il nome di Guy Darrow.

Nel 1967 arriva Gangster story, diretto da Arthur Penn. Il film, che ebbe un enorme successo negli Stati Uniti, venne inserito dall’American Film Institute nella classifica dei migliori cento film statunitensi al 42esimo posto. Warren Beatty interpretava Clyde, mentre la sua bella compagna fu interpretata da Faye Dunaway. Il film ottenne 10 candidature ai premi Oscar, diventando vincitore però solo di due: miglior attrice non protagonista e miglior fotografia. La pellicola fu un successo soprattuto fra i giovani, e diede il via a una fase di ribellione nuova sugli schermi cinematografici, che poi sarebbe tornata negli anni ’90 con pellicole del calibro di Gioventù bruciata.

Per il made in Italy, abbiamo Bonnie e Clyde all’italiana del 1982 di Steno. Si tratta però di una commedia, fatta come parodia della storia dei due amanti e criminali. I nomi e le vicende cambiano e solo il sottotono criminale, con i due protagonisti che fuggono alla polizia dopo un incidente stradale, riporta ai modelli americani.

Nel 2013 la Sony Pictures Tv ha prodotto Bonnie & Clyde, una mini serie tv in due parti per i palinsesti Lifetime e History, che racconta la storia del carismatico Clyde e della selvaggia e inarrestabile Bonnie. Nel cast Holliday Grainger e Emile Hirsch.

Se c’è una cosa che queste pellicole dimostrano, è che un po’ il pericolo ci piace. Che siano spie, fuggitivi, ladri o quant’altro, c’è qualcosa che ce li fa ammirare con gli occhi spalancati e l’adrenalina nel corpo, e sperare fino alla fine che ce la facciano, che sfuggano ancora una volta alle sirene laceranti della polizia.

E quando l’amore ci si mette di mezzo, il quadro è completo. Guardare negli occhi il pericolo mano nella mano con la persona amata, sfidare il destino minuto dopo minuto, vivendo un’esistenza d’avventura, mai noiosa e sempre inaspettata. Questo è quel che si dice un amore alla Bonnie & Clyde.