Approfondimenti

8 maggio 2017

Giornata della lentezza: 4 film per prendere il ritmo. Lento

di Anna Martellato
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Iperconnessi. Senza tempo. Sempre di corsa. Avvisi sul cellulare, countdown, scadenze. La nostra vita è un frullatore impazzito che va ai cento all’ora. Fateci caso: non inventerebbero bagnoschiuma che però sono anche creme, da mettere tutto in uno sotto la doccia perché “non hai tempo”. Eh sì. Non abbiamo tempo per metterci una crema. Vi rendete conto?

E l’iperconnessione non aiuta, anzi. La conferma è arrivata leggendo uno degli ultimi numeri del settimanale Internazionale, con una storia di copertina dedicata proprio alla gestione del tempo (che è inutile, anzi, serve a stressarci ancora di più). Riflettendo sui sistemi di incasellamento della posta elettronica, volti a semplificare le cose, l’articolo Schiavi del tempo spiega invece che tutto quello che tendiamo a organizzare e pianificare ci distrugge dentro, mail dopo mail. Il punto, però, è che “la posta elettronica è diventata molto più di un problema tecnico. È una specie di lista di cose da fare infinita, che chiunque, da ogni angolo del pianeta, può allungare. Per i knowledge workers, i lavoratori della conoscenza dell’economia digitale, è una metafora e allo stesso tempo un meccanismo associato a un sentimento preciso: l’insostenibile pressione di dover eseguire un numero crescente di compiti in un tempo limitato, si legge nell’articolo.

Una piccola riflessione che l’8 maggio, Giornata mondiale della lentezza (che si celebra sempre, non a caso, di lunedì), può aiutarci a rimettere a posto il ritmo della nostra vita che è importante. Lasciando perdere ciò che non lo è. La giornata, giunta alla sua undicesima edizione, è un invito a compiere un piccolo gesto che possa indirizzarci verso un nostro equilibrio personale, nel ritrovare il piacere della riflessione, lontana dalla sempre più diffusa fuga dal quotidiano in cui si cerca la felicità scommettendo, esagerando o sballando, in una vita in cui la mancanza di significato è totale.

Oggi, quindi, prendiamoci un po’ di tempo per fare le cose lentamente. Guardiamo un po’ meno il cellulare. Controlliamo le mail meno ossessivamente. E spalmiamoci la crema come si deve, dopo (e non sotto) la doccia.

Ecco chi, al cinema, può ispirarci davvero e da cui potremmo prendere esempio, almeno oggi.

Zootropolis (2016). Metterebbero generalmente ansia e nervosismo solo a guardarli, i bradipi al lavoro alla motorizzazione civile di Zootropolis. Nel film di animazione firmato Disney, la coniglia Judy e la volpe Nick per risolvere il loro caso dovranno contare su Flash, bradipo impiegato negli uffici della motorizzazione appunto. Una scena esilarante quanto snervante. Invece, per una volta, impariamo da loro. Prendiamocela comoda. Lenta. Un ottimo esercizio per assumere un ritmo lento degno di questa giornata!

Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza) (2010). Questo è uno di quei film che calzano a pennello con quanto abbiamo detto poc’anzi. Perché in Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza), di Michela Occhipinti, mentre il mondo occidentale corre freneticamente affidando a internet il privilegio di recapitare mail e messaggi istantanei a destinatari lontani, Hari sceglie la calligrafia, l’inchiostro e la camminata. Un prezioso elogio alla lentezza che racconta la storia di un uomo solitario che conosce i meriti dello scorrere del tempo e la capacità di saper aspettare.

Qualcosa è cambiato (1997). Per la regia di James L. Brooks, con Jack Nicholson e Helen Hunt, questa commedia uscita nel 1997 può insegnarci a cambiare passo. Il film è ispirato alla vita di uno scrittore di romanzi newyorkese ossessivo-compulsivo: si diverte a insultare, offendere, aggredire gli altri che reagiscono con durezza. L’incontro con Carol sarà decisivo nel processo di cambiamento del protagonista e nella risoluzione dei sintomi ossessivi. Se può cambiare lui…

Un’ottima annata (2006). L’impegnatissimo uomo d’affari inglese Max Skinner, nell’apice del successo nella sua carriera, riceve una convocazione da un notaio provenzale che lo invita ad esaminare la situazione testamentaria del vecchio zio Henry, appena morto. Max era cresciuto con l’anziano, imparando da lui la vita e molto altro, ma tanti anni sono passati…Ora torna in Provenza e trova, oltre a tanti ricordi, persone del suo passato e nuove figure. Su tutte una affascinante locandiera del paese… Avrete voglia di trasferirvi lì, tra i vigneti, in Provenza, coccolati dai ricordi e da un’atmosfera placida, calda e solare. E abbiamo detto tutto.