Approfondimenti

27 novembre 2018

Harvey Milk: una vita dedicata alla lotta per l’uguaglianza

di Alice Marinello
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Oggi 27 novembre ricordiamo Harvey Bernard Milk, attivista per i diritti civili e umani, in particolare per la comunità LGBT+, in generale per i discriminati; Milk è stato un visionario e un leader.

Nato nel 1930, fu il primo uomo dichiaratamente omosessuale ad essere eletto per una carica istituzionale: da portavoce della comunità gay di Castro Street, Harvey Milk divenne consigliere comunale di San Francisco, forse la città più libera e meno bigotta degli Stati Uniti negli anni ‘70.

Ciononostante erano anni in cui, ai pensieri riformisti di liberazione dai pregiudizi, si opponevano fermamente le forze armate con persecuzioni e “purghe” di omossessuali.
Diverse immagini storiche testimoniano quel periodo controverso e il regista Gus Van Sant le ha volute utilizzare in apertura del film biografico Milk del 2008.

A coronare l’opera, un Sean Penn carismatico ha stupito con un’interpretazione magistrale di Harvey Milk: la sua forza, il suo coraggio, ma anche il suo essere umano, sempre in prima fila per affermare i propri diritti, trasudano per tutta la durata del film, senza mancare mai di autoironia.

Nel 1978, però, i suoi valori non riuscirono ad arginare la violenza.
Un uomo entrò in un ufficio del Municipio di Philadelphia e, accecato dall’odio, uccise a colpi di pistola un altro uomo. Il primo era Dan White, il secondo Harvey Milk. Quel giorno White sparò cinque colpi, gli ultimi due alla testa – giusto per essere sicuro di essere andato a segno.

Ora, a quarant’anni di distanza, ci sembra giusto ricordare Harvey Milk con le sue stesse parole, che risuonano come una profezia: “Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese”.

Con Milk, è morto un uomo, certo, ma sicuramente non è scomparso l’ideale di società che lui portava avanti. Anzi, i movimenti LGBT+ sono sempre più attivi nel mondo per affermare con orgoglio il proprio essere, a prescindere dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

La sua vita ha cambiato la storia, il suo coraggio ha cambiato molte vite”, recita il trailer del film. Ed è a questo che dovremmo fare appello quando, da amanti del cinema, riceviamo notizie di scene di intimità omosessuale tagliate dalle pellicole. Perchè effettivamente, la libertà di essere sè stessi non è una conquista di tutti gli Stati del mondo.
Proprio nei giorni scorsi Bohemian Rapsody, il film biografico su Freddy Mercury, è stato oggetto di censura in Malaysia.

In scenari come questo, non si parla più di visioni politiche, ma di buon senso: la grandezza di una persona è rispecchiata dalle sue azioni, non dalla sua sessualità. In questo sia Milk che Mercury hanno dato tanto a tutti noi.
Perciò, forse, ciascuno di noi dovrebbe provare a guardare la vita da una prospettiva diversa, quella dell’altro, per imparare a rispettarci reciprocamente.
Proviamo?
Io sono Harvey Milk e sono qui per reclutarvi tutti”.