Approfondimenti

27 gennaio 2017

I giorni della merla, freddo e leggenda nel cinema

di Anna Martellato
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Il 29, 30 e 31 gennaio sono per tradizione i giorni più freddi dell’anno. Ecco al leggenda… e il freddo ritratto in tre film leggendari!

I giorni della merla sono arrivati… Ma perché il 29, 30 e 31 sono conosciuti con questo nome e considerati uno tra i periodi più freddi dell’inverno? Pare che in tempi antichi gennaio non avesse ancora trentun giorni ma solo ventotto. Invidioso di una Merla molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime, Gennaio si divertiva a tormentarla con bufere di neve e vento… Il sito 3BMeteo racconta così una delle diverse leggende che si legano a questa tradizione. Se siete curiosi di come va a finire la storia (e di scoprire le scene di freddo più famose del cinema) continuate a leggere.

Stanca di tutto questo, un giorno la Merla andò da Gennaio e chiese: “Potresti durare un po’ di meno?”. Ma l’orgoglioso Gennaio rispose: “Carissima, proprio non posso“. L’anno seguente – continua la leggenda riportata da 3BMeteo e rilanciata dall’agenzia Adnkronos – la Merla fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido, rimanendo per tutti i ventotto giorni al riparo, senza bisogno di uscire. “Quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno“, si vantò. Così Gennaio andò dal fratello Febbraio, che aveva trentun giorni, e gliene prese tre. “Cosa vuoi farne?”, chiese Febbraio, e Gennaio rispose: “vendicarmi di una Merla impertinente”. Quindi tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve che durò per tutti i tre giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì a tornare al suo nido. Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di di tepore. Trascorsi quei tre freddi giorni, uscì dal comignolo sana e salva, ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa di fumo e fuliggine.
Ed ecco il motivo per cui gennaio ha sempre trentun giorni e i merli hanno sempre le piume nere.

Com’è rappresentato il freddo al cinema? Lo scopriamo in tre film e in tre scene ghiacciatissime giuste giuste per i giorni della merla!

Revenant – Redivivo (2015). Revenant è una storia epica firmata Alejandro González Iñárritu sul tema della sopravvivenza e della trasformazione, sullo sfondo della frontiera americana. Costretti a lasciare il territorio incontaminato e sconosciuto del Nord Dakota dove stavano cacciando pelli e pellicce a causa di un attacco indiano che li ha decimati, i sopravvissuti della spedizione si affidano al leggendario esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio, che con questa interpretazione si è pure guadagnato l’Oscar) per trovare una via di fuga sicura. Le scelte di Glass e la necessità di abbandonare nei boschi le pelli e il guadagno che rappresentano, suscitano l’ostilità del rude John Fitzgerald (Tom Hardy). Quando Glass viene ridotto in fin di vita dall’attacco di un’orsa, Fitzgerald abbandona il ferito al suo destino, considerandolo spacciato. Ma, nonostante le ferite mortali e la solitudine, Glass riesce a non soccombere…

Shining (1980). Nel mitico film di Stanley Kubrick, Jack Torrance – ex istitutore e scrittore in crisi con tendenza all’alcolismo, interpretato da un indimenticabile Jack Nicholson – nella speranza di ritrovare se stesso e l’ispirazione, accetta di fungere da custode per la stagione invernale dell’immenso e deserto Hotel Overlook, sulle Montagne Rocciose. Dieci anni prima in analoghe circostanze, un uomo, prima di suicidarsi, ha fatto a pezzi le due figliolette e la moglie. Jack è al corrente dei precedenti, ma non se ne cura e raggiunge il posto con la moglie Wendy e il figlioletto Danny di sette anni. Il cuoco di colore Hallorann, dotato di “luccicanza” (o preveggenza) come Danny, è l’unico a temere il peggio. Mentre scorrono le settimane, anche Danny diventa sempre più spaventato poiché, con le sue doti parapsichiche, vede fiumi di sangue scorrere e incontra personaggi della tragedia di dieci anni prima…

Everest (2015). Il grande freddo della montagna più alta del mondo ha colpito ancora nel 2015 con questo film, presentato alla 72esima edizione del Festival di Venezia. Ispirato da una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa impresa volta a raggiungere la vetta più alta del nostro pianeta, Everest, di Baltasar Kormákur, documenta le avversità del viaggio di due diverse spedizioni, sfidate oltre i loro limiti da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall’uomo. Il coraggio degli scalatori sarà messo a dura prova dal più crudele dei quattro elementi: essi dovranno fronteggiare ostacoli al limite dell’impossibile, come l’ossessione di una vita intera che si trasforma in una lotta mozzafiato per la sopravvivenza.