Approfondimenti

29 settembre 2017

Milano Film Festival degli Hipster

di Marco Rizzini
Continua a leggere

Giunto alla sua ventiduesima stagione, il Milano Film Festival si sta facendo ormai grandicello e sembra pronto a spiccare il volo.

Questa edizione trova la propria sede naturale negli spazi di BASE Milano, zona Tortona. Per i non milanesi, ci troviamo in uno dei distretti più brillanti di questa città in continua crescita, indubbiamente la più cosmopolita d’Italia e quella capace di attrarre giovani menti da tutto il mondo. Uno scenario post-industriale, dato che siamo all’interno delle ex Acciaierie Ansaldo, dove gli antichi fasti di un grande paese a suo agio tra le potenze industriali del dopoguerra rivive sotto forma di spazi di co-working, caffetterie e spazi espositivi per giovani talenti.

La festa d’inaugurazione è gestita dai ragazzi di Atomic Bar e la loro musica è come sempre una sicurezza. Ragazze stupende e ragazzi curatissimi, un trionfo di glamour tra camicioni a quadri, barbe e occhiali da nerd come si confà alla nostra Milano.
Certo
, si respira stile e avanguardia ma se devo dirla tutta, il tema cinema rimane comunque in secondo piano.

L’importanza di questo imperdibile appuntamento di fine settembre non risiede solo nei titoli in concorso ma nel mood e nella voglia di fare e mostrarsi della fauna presente. Classe e look di tendenza dei presenti sono semplicemente da copertina. Del vinile di quel gruppo indie sconosciuto quanto famosissimo delle isole Far Oer. Purtroppo io non mi so nemmeno pettinare – figuratevi vestirmi – e guardo questi ciuffi ribelli con un misto d’invidia ed ammirazione.

Il Milano Film Festival quest’anno abbraccerà le location di BASE Milano, del Mudec e del Ducale Multisala. Tante le diverse sezioni ed i concorsi, oltre che le mostre e gli eventi speciali. Trovate tutto sul sito ufficiale, inutile che ve lo ripeta.

Tra i titoli che più mi incuriosiscono spicca chiaramente England is mine di Mark Gill, un biopic ambientato nella Manchester degli anni ’70 su quel genio di Steven Patrick Morrissey dei The Smiths.

Interessanti anche il film cileno Los Perros di Marcela Said e Have a nice day del regista indipendente cinese Liu Jian.

Dicerto, questo festival presenta film di orizzonti lontani ma resi vicini dalla globalizzazione, dal Kurdistan turco al Latino America, dall’Asia all’Africa.

Seguiranno altri aggiornamenti  dal Festival a tema cinematografico, ma intanto, se volete un rimpianto, c’è che vi siete persi una festa veramente cool.