Approfondimenti

12 giugno 2019

Indiana Jones: origini e futuro di una grande saga

di Matteo Marinello
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Il 12 giugno 1981 usciva nelle sale americane I predatori dell’Arca Perduta. Il pubblico faceva la conoscenza del professore di archeologia Henry “Indiana” Jones Jr., idolo delle studentesse, esperto in ogni epoca storica, ma anche spericolato come Han Solo.

Interpretato, appunto, da Harrison Ford, l’archeologo-avventuriero è diventato il centro di un grande media franchise, composto da quattro film, una serie tv, libri, videogiochi e altro merchandising. È il secondo cavallo di battaglia per la casa cinematografica Lucasfilm, dopo Star Wars. In maniera simile a quest’ultima, la saga di Indiana Jones ha riciclato elementi del passato per puntare al futuro e porre le basi di un nuovo modo di fare cinema.

Le origini.

I film nacquero dalla collaborazione tra due migliori amici: Steve Spielberg e George Lucas. Il primo si è occupato della regia di tutti i quattro film della saga, mentre il secondo è stato l’ideatore del personaggio e ha curato il soggetto delle pellicole.

Così come per Star Wars, una delle ispirazioni della saga di Indiana Jones è da ricercare negli sceneggiati di serie B a carattere avventuroso che i due piccoli futuri registi guardavano da bambini. La struttura interna dei film, anche se celata, ricorda molto quelle storie ad episodi. Ci sono situazioni di crisi da risolvere una dietro l’altra, nei luoghi più disparati e sfidando nemici sempre diversi.

Ad esempio, nel prologo del primo film, Indy è nella giungla sudamericana, poi lo ritroviamo in America e successivamente in Nepal, poi rimbalza in Egitto dove casca nel buco e deve fuggire dai serpenti, poi deve correre dietro al camion, poi deve battere l’energumeno, poi finisce sull’isola e insomma, avete capito.

Gli Indiana Jones sono stati una tappa fondamentale per la definizione del moderno blockbuster, non solo quello di genere esplorativo-avventuroso. La struttura, ma anche il tono, spesso ironico e scherzoso, possono essere ritrovati nei cinecomics della Marvel o anche in film spionistici come Mission Impossibile.

I Film.

I film funzionano molto bene ancora oggi. Il primo sente un po’ di più il peso degli anni, è “sperimentale” ma regala molti momenti esilaranti e iconici, citati in numerosi prodotti, dal cinema, alla televisione, ai videogiochi: la fuga dal masso rotolante nel prologo (Crash Bandicoot ringrazia), la scena dove Indy si rompe le scatole e spara al tipo con la sciabola, l’apertura dell’arca dell’alleanza. Le scene d’azione sono ancora modernissime ed è difficile annoiarsi

Il secondo film, Indiana Jones e il Tempio Maledetto, è un trip totale, è stupendo. Una perla che mischia stereotipi sull’oriente (di cui si prende gioco), scene disgustose, sanguinolente e di cattivo gusto, elementi camp e trash che testimoniano l’enorme debito verso i b-movie e la televisione spazzatura.

Il terzo episodio, Indiana Jones e l’Ultima Crociata, è il mio preferito. Decisamente il più completo e affascinante, riprende parzialmente le atmosfere del primo e ci accompagna nell’avventura definitiva di Indiana Jones, in compagnia del padre interpretato da Sean Connery.

Da Venezia, al castello austriaco dei nazisti, alla città perduta dove è custodito il Graal, alle prove di coraggio, L’Ultima Crociata è un capolavoro. La colonna sonora di John Williams è al suo massimo e l’ironia è mescolata perfettamente con una vicenda ben costruita e con dei personaggi molto divertenti. Alla fine del film vorresti godere ancora della compagnia di Marcus Brody, che parla solo Inglese e Greco Antico ma va bene così.

La pecora nera.

…E poi c’è lui. Il revival del 2008, Indiana Jones e il regno del teschio di Cristallo, che sta ad Indiana Jones come La Minaccia Fantasma sta a Star Wars. Odiato, insultato, il “film che non esiste” per molti…e che io ovviamente adoro con tutto il mio cuore. 

Certo, è il più debole della saga, ma sorvolando sul personaggio inutile di Shia LaBeouf è un Indiana Jones in tutto e per tutto. La grande differenza per me geniale ma che molti detestano, è che stavolta siamo in piena Guerra Fredda e la mitologia da cui attingere è quella degli UFO, degli Alieni, delle basi segrete, sempre però collegate ad un qualcosa di esotico. Poi diciamocelo, la scena dove si chiude nel frigo per scampare ad un’esplosione nucleare non è più stupida di tante altre nei film precedenti. 

Oltre i film: passato e futuro.

Il futuro di Indiana Jones, franchise Lucasfilm, appartiene alla programmazione Disney, che già aveva ospitato le attrazioni ispirate ai film nei suoi parchi divertimenti. C’è questo quinto film diretto da Spieblerg che continua ad essere rimandato, però mi dispiace che il brand non sia stato sfruttato in molte maniere negli ultimi anni.

È un po’ uno spreco visto che Le avventure del giovane indiana Jones fu una serie tv di grande successo negli anni novanta, che spero rivedremo presto ripubblicata da qualche parte. Inoltre, i fan hanno potuto godere di ulteriori storie tramite libri e fumetti. Tuttavia, sono stati i videogiochi a mantenere viva la fortuna di Indy, come Indiana Jones e il destino di Atlantide, un’avventura grafica ad enigmi “punta-e-clicca” del 1992, che molti considerano il vero quarto episodio della saga cinematografica. Io l’ho giocato tantissimo ma non sono mai riuscito a finirlo a causa del mio intelletto limitato. 

Questa panoramica è la mia dedica ad un personaggio che adoro e con cui sono cresciuto. Spero di avervi fatto tornare la curiosità per dei film che bene o male tutti abbiamo visto, anche a pezzi su Italia Uno. Se invece non l’avete fatto vi consiglio di recuperarli, non ve ne pentirete!