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23 giugno 2016

Jem and The Holograms + 9 cartoni animati anni ’80 che vorremmo al cinema

di Giulia Sambo
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Jem and The Holograms + 9 cartoni animati anni ’80 che vorremmo al cinema

Che cosa sarebbe l’infanzia senza cartoni animati? Noi nati tra gli anni ’70 e ’80 risponderemmo così: inimmaginabile. Forse le nuove generazioni di piccoli tecnologici darebbero una risposta diversa, certo è che alcune serie animate hanno fatto la Storia della televisione (e un po’ anche la nostra, fortificando amicizie e ricordi).

Una di queste, Jem and The Holograms, sta per debuttare sul grande schermo: il 23 giugno arriva nei cinema italiani il film ispirato alle avventure di Jem, diretto da Jon M. Chu e con la distribuzione di Universal Pictures. Il cartone animato, creato anche per promuovere una linea di bambole Hasbro, ha esordito sulle reti italiane nel gennaio 1987. Jerrica, Kimber, Aja e Shana – volti dipinti con colori sgargianti alla David Bowie e chiome vaporose come voleva la moda dell’epoca – hanno fatto sognare milioni di girls con le loro trasformazioni e performance da popstar. Fama e successo, ma anche problemi di cuore e ostacoli da superare gli ingredienti magici della serie.

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Ok e per i maschietti? La rivisitazione cinematografica di Holly e Benji, magari. Sbarcato in Italia nel luglio 1986 con i nomi dei protagonisti modificati per rispettare la policy di Reteitalia, questo anime è diventato subito popolare – complice il fatto che in Europa non si riesce a stare senza calcio? La storia ha origine in un manga, Capitan Tsubasa (1981), e in occasione dei mondiali in Giappone e Corea del Sud si è evoluta in Road to 2002 – nel nostro Paese Holly e Benji Forever.

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Candy Candy, indimenticabile. Innanzitutto chiariamo una cosa: è bionda con gli occhi azzurri (e non scura con gli occhi a mandorla) perché incarna un modello di emancipazione femminile per la cultura giapponese – la donna occidentale appunto. Disegnata da Yumiko Igarashi, ha debuttato sulla carta nel 1975 ed è arrivata in Italia cinque anni dopo con 115 episodi per la televisione. Candy e Annie sono due sorelle orfane che vivono nella Casa di Pony, che all’improvviso…

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Le mamme l’hanno considerato uno dei cartoni animati più violenti degli anni ’80. La serie de L’uomo tigre, ispirata al manga del 1969 disegnato da Naoki Tsuji, contiene però una morale importante: il protagonista, lacerato da rabbia e rancore, comprende il valore della vita e diventa un benefattore con tanto di finale a sorpresa strappalacrime. L’uomo tigre ha raggiunto una popolarità così grande in Giappone che alcune federazioni di wrestling hanno creato delle gimmick di Tiger Mask.

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O-o-o occhi di gatto, o-o-o occhi di gatto. È questo il nome del trio compatto, son tre sorelle che han fatto un patto. Come sarebbe il film ispirato al celebre cartone Occhi di gatto? Quali attrici oggi sarebbero perfette per i ruoli di Sheila, Kelly e Tati? Queste tre ladre bellissime e abilissime, protagoniste su Italia 1 dal settembre 1985, nel nostro Paese sono state soggette a censura: alcune scene osé e violente presenti nel cartone originale sono state infatti tagliate.

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C’era una volta Pollon, tratto dal manga di Hideo Azuma – creatore anche di Nanà Supergirl – ha conquistato tutti con le avventure dell’esuberante Pollon (“una bambina che ancora dea non è”) e il suo miglior amico Eros. Un mix vincente di Grecia e Giappone, che in un lampo trascina dall’Olimpo a scodelle colme di riso da divorare con le bacchette. E nonostante molti personaggi fossero palesemente omosessuali, allora un tabù in Italia ma non nel Paese del Sol Levante, niente censura.

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Senso del sacrificio, tristezza, dolore, amicizia, amore. I principali elementi del codice di condotta dei samurai la fanno da padrone in Ken il guerriero, trasmesso per la prima volta in Giappone circa 31 anni fa. Nel 1987 Ken Shiro è arrivato anche in Italia. La storia è ambientata in un futuro post-atomico ed è incentrata su un guerriero esperto di arti marziali impegnato ad affrontare nemici sempre più forti. E alcuni personaggi ricordano attori famosi, come Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone.

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Licia, Mirko e Satomi. Ma anche Andrea e il gatto Giuliano. E la voce angelica di Cristina D’Avena sullo sfondo. Kiss me Licia è stato un vero e proprio must negli anni ’80 e ’90, ma scommettiamo che alcune cose non le sapete. Tipo che Mirko e Andrea erano in verità fratellastri, che Giuliano in Giappone non parlava, che il titolo originale dell’opera era Amami, o mio cavaliere. E se vi dicessimo che nel manga originale tutto si risolve in un bel matrimonio?

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Acclamato in Giappone, Stati Uniti, Francia e Italia, City Hunter si presterebbe benissimo per una rivisitazione cinematografica in chiave hollywoodiana. Ryo Saeba e Kaori Makimura formano il gruppo indipendente City Hunter appunto, che agisce nell’ombra come guardia del corpo ed investigatore privato. A rendere speciale la serie la combinazione humor e azione, tanto da far nascere poi lo spin-off Angel Heart ambientato in un universo parallelo.

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La prima puntata italiana di Mila e Shiro: due cuori nella pallavolo è andata in onda il 26 febbraio 1986. Tra schiacciate, bagher e palleggi, ogni ragazzina ha fantasticato almeno una volta sotto rete sulla storia d’amore tra la campionessa Mila e l’allenatore Shiro. Ebbene nel manga originale il flirt non esiste, tra i due ci sarebbe soltanto stima reciproca. Sunny invece, il dolce fratellino biondo di Mila nel cartone, è comparso solo in televisione.

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