Approfondimenti

11 febbraio 2019

Jennifer Aniston, lo splendore dei 50 anni

di Anna Martellato
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È bellissima, è simpatica, sprizza energia da tutti i pori e ha uno stile (e una linea) invidiabile. Quanto ci piace Jennifer Aniston? Oggi, la nostra compie 50 anni – portati come se fossero 30, per inciso.

Lezione numero uno: certo che la genetica conta, ma anche uno stile di vita sano, movimento e prendersi cura di sé fanno molto… Pare che la nostra non faccia punturine, ma costosi trattamenti. Il tempo ci fa meno paura: la sua bellezza fa invidia alle influencer ventenni.

La stella di Friends, l’ex di Brad (Pitt), continua a piacere ed è, non a caso, una delle star più pagate di Hollywood. A proposito, i rumors, dopo che la nostra è tornata single finito il matrimonio con Justin Theroux, dicono che il bel Brad la sera del 9 febbraio sia andato al suo party di compleanno al Sunset Tower Hotel di Los Angeles. Ritorno di fiamma? Brace ardente mai sopita?

A noi piacerebbe anche, ma ci piace forse di più la versione più accreditata di come stanno le cose: Jennifer è andata magnificamente avanti, ha superato l’abbandono di Brad Pitt per Angelina Jolie, è una donna realizzata, che ha sofferto molto, e proprio per il principio “ciò che non uccide fortifica” è diventata una donna forte. La sua è una lezione, a cominciare dal non essere madre: “Non sono fatta per essere madre”, ha detto sei mesi fa tracciando in un’intervista un bilancio della sua vita. Lezione numero due: Jennifer ha fatto cadere il tabù dei tabù, perché nonostante oggi le donne siano sempre più emancipate e indipendenti sembra quasi siano “inutilise non diventano madri.

Jennifer, per i tuoi splendidi 50 anni ti auguriamo di essere sempre ciò che desideri essere, di ispirare tutte noi, di brillare come hai sempre fatto. E di farci sorridere nei film che interpreti.

Eccola nelle versioni che più abbiamo amato di lei, quattro interpretazioni con cui ripercorriamo la sua carriera e le sue evoluzioni.

Rachel Green – Friends

La sua Rachel, c’è poco da fare, resterà per sempre nel nostro cuore. Negli anni Novanta sono in molte ad aver chiesto al parrucchiere il suo taglio o il suo color biondo cenere-caramello (creato da Michale Canalé). Oggi persino Chiara Ferragni ha un “taglio alla Rachel” facendo tornare di moda il leggendario lob scalato e leggermente più gonfio alle radici creato per lei dall’hair stilista Chris McMillan. Fu un vero successo e ancora oggi continua a ispirarci. An icon is born.

Polly Prince – E alla fine arriva Polly

Ci è piaciuta in questa commedia, perché sfoggia uno stile un po’ hippy come poi sarà per altri film.

Polly Prince vive la vita come un gioco di fortuna, rallegrandosi degli eventi piacevoli e inattesi che le riserva un’esistenza priva di radici. Mai preoccuparsi… andrà meglio la prossima volta. Quando incontra casualmente a una festa Reuben Feffer – perito di una prestigiosa compagnia di assicurazione, che non ama i rischi nella vita ed è stato appena piantato in asso – decide che una volta tanto la fortuna potrebbe stare dalla sua parte. Una storia con Polly lo aiuterebbe a riprendere in mano la sua vita: lei è bella, fresca, spiritosa. Quanto potrà mai cambiare una persona nel corso degli anni?

Claire Simmons – Cake

Un ruolo drammatico, questo, come mai prima. L’avevamo già vista in ruoli non comici (Derailed), ma qui la nostra Jennifer sfodera le sue migliori doti da attrice e vuole farci capire che non è solo sorriso, super fisico e magnifici capelli biondi. Imbruttita, struccata, sciatta: una vera prova del fuoco, dato che l’abbiamo sempre vista come la bellissima ragazza della porta accanto, la “fidanzata d’America”. In questo film interpreta Claire Simmons, una donna che soffre. Il suo dolore fisico è evidente dalle cicatrici che segnano il suo corpo e dal modo in cui si trascina in giro, sussultando a ogni tentativo di fare un passo. Non è brava nemmeno a nascondere il suo dolore interno, quello che le portano le sue emozioni. Spinta fino al punto dell’insulto violento, la rabbia di Claire ribolle in quasi tutte le sue interazioni con gli altri. È stata allontanata da suo marito, dai suoi amici; anche il suo gruppo di supporto sul dolore cronico l’ha buttata fuori. L’unica persona rimasta nell’altrimenti solitaria esistenza di Claire è la sua badante e domestica, Silvana (Adriana Barraza), che poco sopporta il bisogno di liquori e pillole del suo capo. Ma il suicidio di Nina (Anna Kendrick), uno dei membri del gruppo di supporto, fa giungere in lei una nuova ossessione. Facendosi continue domande sulla morte di una donna che conosceva a malapena, Claire esplora il confine fra vita e morte, abbandono e cuore spezzato, pericolo e salvezza.

Julia Harris – Come ammazzare il capo e vivere felici

Adoriamo, letteralmente, questo nuovo volto di Jen. Nel film di Seth Gordon, tre amici per la pelle, frustrati nel lavoro, giungono alla conclusione che l’unica soluzione ai loro problemi è uccidere i rispettivi capi. Ovviamente ognuno di loro ucciderà il capo di un altro. Lei è una dei capi orribili: dominatrice e ninfomane, Jennifer interpreta una dentista assatanata dal sesso. Un ruolo in cui la nostra ha sfoggiato un’invidiabile forma fisica, e ha dimostrato anche stavolta di possedere una fortissima autoironia. Ha girato anche il sequel (per inciso, il suo primo sequel).