Approfondimenti

5 dicembre 2018

Keira Knightley: l’unica a poter interpretare Colette

di Anna Martellato
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Chi è Colette?
Perché, oggi, un film giudicato dai media di mezzo mondoincantevole, “migliore film storico degli ultimi anni”, “iconoclasta”,trasgressivo, “pungente”, brillante, “coinvolgente” è dedicato a lei?
Ma soprattutto, perché è la migliore interpretazione di Keira Knightley e solo lei poteva esserne l’interprete perfetta?

Cominciamo dall’inizio.
Signore e signori, benvenuti in Francia. Quella dei gonnelloni e degli opulenti cappelli Belle Époque: doveva ancora arrivare quella tal Chanel a stravolgere tutto.
Colette, pseudonimo di Sidonie Landoy (detta Sido) Colette, nasce in questa Francia.

Scrittrice, attrice teatrale, Colette è diventata un mito nazionale in Francia ed è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, tanto che nel 1948 vinse il Premio Nobel per la letteratura. Oltre che scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critica teatrale, giornalista e caporedattrice, sceneggiatrice e critica cinematografica, estetista e commerciante di cosmetici.

Ebbe tre mariti e un amante, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese. Sebbene disprezzasse le femministe della sua epoca, la sua vita e opera letteraria sono un manifesto della donna libera, emancipata e contro le convenzioni e restrizioni morali dell’epoca.

Quello che Colette ha fatto, non è stato solo trasgredire; è stato rompere i tabù, sfidare con spregiudicata sensualità le convenzioni attraverso suo personaggio: Claudine. Per anni fu l’arrogante marito Willy l’autore ufficiale dei suoi libri, come racconta il film nelle sale dal 6 dicembre. Poi Colette si ribellò, ebbe altri due mariti, ebbe molti (e molte) amanti, e iniziò a vestirsi da uomo: non proprio così comune, per una donna, ai primi del Novecento.

Ed ecco che la cosa ci porta direttamente a capire perché solo lei, Keira Knightley, poteva vestire i suoi panni.
Basta solo dare un’occhiata ai titoli in cui Keira ha recitato per intuirlo: da Sognando Beckham, dove interpreta una ragazzina che sogna il calcio, ai tanti capitoli de I Pirati dei Caraibi, dove ci dimostra che una scaltra piratessa è meglio della principessina tutta corsetto, pizzi e boccoli; da Tutto può cambiare, dove veste i panni di una giovane donna che si ritrova sola a New York dopo esser stata mollata dal fidanzato, a Orgoglio e Pregiudizio; e, ancora, The Imitation Game, dove interpreta una crittologa accanto a Benedict Cumberbatch, unica donna a sfidare la mente di tanti uomini durante la Seconda Guerra Mondiale.

Keira Knightley è coerente: le piacciono i ruoli che sfidano i cliché femminili e che sono poco convenzionali. Perché non si tratta di un caso, ma di una scelta. Quella che vede l’attrice seguire un chiaro progetto artistico attraverso cui dare voce a donne forti, controcorrente e fedeli solo a sé stesse.

Non a caso recentemente ha criticato l’immagine troppo perfetta di Kate Middleton subito dopo il parto: Ci chiedono di nascondere il dolore, il seno che cade, il corpo spezzato… Kate Middleton si adegua ma le mamme vere non sono così dopo il parto”. Secondo Keira il messaggio della duchessa di Cambridge era sbagliato per le donne, in quanto distorsivo della realtà. L’attrice britannica attraverso i suoi personaggi conduce insomma una battaglia contro i pregiudizi. Per questo non poteva essere che lei Colette. Unica, libera e ribelle.