Approfondimenti

26 luglio 2018

Kubrick avrebbe 90 anni al 50esimo anniversario di 2001: Odissea nello spazio

di Francesco Pezzuto
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Kubrick avrebbe 90 anni al 50esimo anniversario di 2001: Odissea nello spazio

È il 1968. Nel mondo imperversa la stagione dei grandi cambiamenti e dei grandi fermenti: i movimenti studenteschi e operai imperversano nelle piazze e nelle strade, il candidato democratico Robert Kennedy, fratello di John, viene assassinato nella sala da ballo dell’Ambassadors Hotel di Los Angeles ed a Roma la Nazionale italiana di calcio vince i Campionati europei battendo la Jugoslavia.

Ma è il 2 aprile che Stanley Kubrick, dopo mesi di isolamento totale nella sua casa-laboratorio, presenta al mondo il suo progetto più visionario, 2001: Odissea nello spazio.
Il film segna una svolta epocale non solo per la cinematografia di fantascienza, ma per l’intera storia del cinema. Opera di un autore destinato ad essere, e a rimanere, una leggenda.

Oggi, 26 luglio 2018, Stanley Kubrick avrebbe compiuto 90 anni, chissà cosa direbbe se potesse vedere quel futuro che tanto aveva immaginato. Gran parte di ciò che aveva predetto dal ’68 al 2001 ancora oggi rimane un’utopia. I viaggi spaziali, le colonie sulla Luna, il primo contatto con un’entità extraterrestre che provenga da luoghi così lontani, da dimensioni che nemmeno possiamo immaginare; tutto questo resta ancora nei sogni più reconditi dell’uomo.

Probabilmente non se ne stupirebbe, come non si stupirebbe dell’ancora presenza massiccia della guerra, mai come da nessun altro così denigrata e sottoposta ad una critica così severa da suscitare reazioni e prese di distanza.

Mentre sul rapporto uomo-macchina Kubrick riuscì pienamente a prevedere le conseguenze di un legame così stretto e profondo che si sarebbe potuto instaurare tra l’uomo e questa sua creatura, tramite la meravigliosa presentazione del personaggio, non uso casualmente la connotazione umana, di HAL 9000 (cui il grandissimo attore e doppiatore Gianfranco Bellini gli donò quella indimenticabile voce così fredda, così asettica ma così inevitabilmente umana con cui ottenne le lodi dello stesso Kubrick) e della sua lotta spietata contro l’uomo.

Quest’anno quel film è tornato al cinema per festeggiare i suoi 50 anni in alcuni giorni evento. E poter ammirare quest’opera magistrale su grande schermo è un’esperienza indescrivibile. Dopo mezzo secolo, Stanley Kubrick riesce ancora a stupire, a
sognare e ad insegnare come si fa cinema.

L’invito allo spettatore è quello di vedere questa pellicola così come voleva il regista, rinunciando a cercare troppi astrusi significati, in quanto, come sentenzia il Re di Quadri nell’ultimo capitolo del capolavoro di Lewis Carrol alla piccola Alice: “Se non c’è nessun significato… questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno”.
Non abbiamo la necessità di cercare il significato della vita, abbiamo la necessità di viverla.