Approfondimenti

18 ottobre 2017

La La L’amata Emma Stone

di Anna Pertile
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Il 19 ottobre la vedremo al cinema nei panni di Billie Jean King ne La battaglia dei sessi, diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris, autori di altri capolavori come Little Miss Sunshine (2006) e Ruby Sparks (2012).

La migliore attrice del 2017Emma Stone. O così sembrano confermare le sue vittorie: Coppa Volpi, Oscar, Golden Globe e BAFTA.
Ma chi è Emma Stone? E come è entrata a far parte della “City of Stars”?

A 14 anni, Emily Jean Stone cerca di convincere i genitori affinché le permettano di diventare un’attrice. E quale miglior metodo se non una presentazione Power Point con una canzone di Madonna in sottofondo? Divertita, Emma lo racconta in un’intervista per W Magazine del 2010.

Quelle diapositive funzionano davvero e un paio di anni dopo la giovanissima attrice si ritrova a cambiare nome in Emma, essendoci già una Emily Stone in circolazione. L’alternativa propostale era Emily J. Stone. “Un po’ come Micheal J. Fox” (Marty McFly di Ritorno al Futuro) ”ma non sarei riuscita a far funzionare la J” dice Emma in un altro Screen Test di W Magazine più recente. Per qualche mese è stata anche Riley Stone, prima di scoprire che non faceva per lei.

Dopo la gavetta, tra comparse in serie tv e piccole parti sul grande schermo, nel 2010 arriva il ruolo da protagonista in Easy Girl con il quale guadagna notorietà e un vasto gruppo di fan.
Nel 2011 la ricordiamo in The Help con molti apprezzamenti di critica e spettatori. Lo stesso anno recita in Crazy, Stupid, Love, dove inizia a lavorare con Ryan Gosling e conquista definitivamente il pubblico con la propria espressività.

Nel mondo nerd, il fandom di Emma continua a crescere. Raggiunge l’apice quando le viene assegnato il ruolo di Gwen Stacy in The Amazing Spider-Man (2012) e nel seguito, dove recita accompagnata da Andrew Garfield.

Non dimentichiamo la sensualità dimostrata in Gangster Squad (2013), anche questa volta al fianco di Ryan Gosling. A dirigere quel set c’è Ruben Fleisher con cui Emma aveva già lavorato in Benvenuti a Zombieland (2009).

La bravura e gli occhioni penetranti di Emma non passano inosservati a registi del calibro di Woody Allen. Il maestro del cinema la vuole come propria musa in ben due delle sue ultime pellicole: nel romantico Magic in the Moonight (2014) con Colin Firth e nel complesso Irrational Man (2015) con Joaquin Phoenix.

In Birdman dà prova della propria malleabilità artistica con scene forti, dirette dal fantastico Alejandro Gonzalez Iñarritū, insieme a Micheal Keaton e Edward Norton.

Nel 2016 ci convince definitivamente e ruba i nostri cuori nei panni di Mia nel musical di Damien Chazelle, La La Land. Il personaggio di Mia le permette di mostrare il suo lato comico, leggero e frizzante e allo stesso tempo le dà la possibilità di portare sullo schermo dolore, disillusione e abbandono. Emma ci strega tutti con la sua voce imperfetta e la sua capacità di riuscire a raccontare una storia tramite il suo viso soltanto.

Nel suo umile ed emozionato discorso per la conquista dell’Oscar, Emma si dice consapevole che vivere un momento come quello è “una grossa convergenza di fortuna e opportunità e promette di ringraziare tutta la crew di La La Land. Nell’intervista a seguito della vittoria di quella che definisce statua di un uomo nudo”, le viene chiesto quanto costi un Oscar in termini di sacrificio e disciplina. Emma risponde: “Essere una persona creativa non mi sembra un sacrificio. È la più grande gioia della mia vita”.

In queste parole troviamo l’essenza di un’attrice che ama ciò che fa e che ringrazia tutti coloro che le permettono di esprimere questo suo essere. Questa è una donna che con una sola interpretazione ha vinto i più importanti premi cinematografici. Questa è un’attrice che ci stupirà ancora una volta (speriamo) con La battaglia dei sessi, schierandosi in campo per la parità di genere.
Questa, signori e signore, è Emma Stone.