Approfondimenti

24 gennaio 2017

La La Land, recensioni dal web sul film della settimana

di Michela Fontana
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La La Land, il pluripremiato e attesissimo musical di Damien Chazelle, sta per arrivare nelle sale italiane: dal 26 gennaio potrete finalmente dire la vostra su questo film di cui avete sentito tanto parlare.

Aveva attirato l’attenzione di molti già dall’estate 2016, quando la sua proiezione aveva aperto la 73esima edizione del Festival di Venezia, poi, nei mesi, ha cominciato a collezionare premi che l’hanno portato sulla bocca proprio di tutti, critici, appassionati e semplici spettatori.

Il primo riconoscimento l’ha portato a casa proprio da Venezia, dove Emma Stone ha conquistato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Ma è stato a gennaio di quest’anno che è arrivata la grande incetta ai Golden Globe e con essa la fama di pellicola favorita ai prossimi Oscar 2017. I Globi d’oro accaparrati alla manifestazione hollywoodiana sono stati ben sette: miglior film commedia o musicale, miglior regista, miglior attore, miglior attrice, miglior sceneggiatura, miglior colonna sonora e miglior canzone.

Di premi, però, ne aveva messi insieme parecchi già da prima: al Toronto International Film Festival ha vinto il premio del pubblico, negli Stati Uniti si è aggiudicato il New York Film Critics Circle Award come miglior film e un’altra lunga serie di premi ai Critics’ Choice Movie Awards (miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior scenografia, miglior colonna sonora e miglior canzone). I giornalisti nordamericani non hanno mai smesso di valorizzarlo in questi mesi, premiandolo anche a dicembre col Satellite Award per miglior film, miglior colonna sonora originale, miglior canzone originale e miglior scenografia. E tornando in Europa, ricordiamo pure le undici candidature agli inglesi BAFTA, che saranno assegnati il prossimo 12 febbraio.

Insomma, il film della 01 Distribution con protagonisti Ryan Gosling ed Emma Stone pare aver raggiunto il successo mondiale ancor prima di essere apparso nelle sale. In attesa di scoprire come sarà giudicato dall’Academy e soprattutto dal pubblico, vi diamo un’idea di cosa ne ha pensato chi in anteprima l’ha già visto: ecco delle opinioni che abbiamo raccolto per voi tra le moltissime che popolano il web.

C’è chi l’ha amato incondizionatamente:

“La nostalgia di La La Land, insomma, è quella per un romanticismo privo di ogni cinismo o sarcasmo, per una purezza d’altri tempi e un feticismo solo un po’ ruffiano per il passato idealizzato oltremodo ma senza secondi fini davvero nocivi. Per il passato che, con un musical che potrebbe diventare il Moulin Rouge! degli anni Dieci proprio perché è il suo contrario ideale, Chazelle vuole spalmare sul presente. Perché alla fine nostalgia e romanticismo sono senza tempo. E se hai l’intelligenza e il coraggio di portare i tuoi personaggi lì dove li devi portare, senza lasciarti spaventare, e di chiudere il tuo film su quegli sguardi e quei sorrisi amari, allora il tuo pubblico lo conquisti e lo commuovi. Ieri come oggi, e pure domani. Pure se non è che proprio le azzecchi tutte strada facendo. E al diavolo il cinismo.” – Comingsoon.it

“Ryan Gosling ed Emma Stone cantano entrambi al meglio delle loro possibilità, ma nessuno dei due ha la voce pulita e la dizione perfetta che ti aspetti in un musical, quella di lei in particolare sibila in modo buffo sulle s; ma è un valore aggiunto e non tolto, c’è una verità palpabile, un pochino di impaccio e un margine di recitazione dichiarata, non realista, che rende tutto il film molto più vivo e brillante, in un certo senso lo mette in prospettiva già mentre lo vedi, e non ti scolli un attimo dalla sedia. La La Land è un grande film d’amore con due grandi interpreti, in cui Hollywood si specchia in se stessa e nel sogno che ha inventato, mentre quel sogno sta finendo. O è già finito, è diventato altro, e tutti stiamo ormai guardando altrove.” – Bestmovie.it

“Forti di una regia sicura, di dialoghi curati che li accompagnano in maniera credibile attraverso le stagioni dell’amore di Mia e Sebastian, superando anche qualche cambio di passo che forse in un film meno sincero ed emozionante avremmo trovato forzato, Emma Stone e Ryan Gosling, che chiaramente non sono cantanti e ballerini, sono ipnotici soprattutto nei momenti musicali più semplici, seduti di fronte al piano, nel bel mezzo di un’audizione, su un pontile in compagnia di una coppia di sconosciuti. Momenti in cui il canto è (magnifica) recitazione, e in cui La La Land ci dimostra che niente trasmette un’emozione, ravviva un ricordo, celebra un’illusione nel momento stesso in cui ci sfugge come lo può fare a una canzone.”Movieplayer.it

Altri, pur avendolo senza dubbio apprezzato, hanno tenuto a evidenziare anche i punti deboli di questo film, che non si azzarderebbero a definire un capolavoro:

“Dal punto di vista prettamente registico, il lavoro di Chazelle è a dir poco ineccepibile, poiché abbondano trovate visive più che suggestive, volte a creare un mondo immaginifico ed onirico adatto alla storia d’amore vissuta dai due protagonisti. Rimarranno certamente negli annali i duetti musicali fra la Stone e Gosling sotto un cielo stellato in pieno stile film americano anni Cinquanta, e le splendide scenografie che trasportano lo spettatore in dimensioni che solo una mente sognatrice può esplorare. Se a questo, poi, aggiungiamo una cura maniacale nella realizzazione delle poche, ma spettacolari, scene corali, si capisce come La La Land sia un film accattivante e destinato a diventare un cult nel suo genere, e non solo.
A tutti questi aspetti positivi, però, fa da contraltare un plot che, seppur inserito allo scopo di essere un pretesto per tutti i succitati spunti visivi, appare fin troppo costruito e artificioso, da risultare stucchevole per chi non è amante dei musical e, più in generale, delle storie d’amore. Al netto di tutto ciò, La La Land è un film di indubbia qualità che punta, senza riuscirci in pieno, ad attirare un pubblico molto vasto e variegato.”Blastingnews.com

“Impeccabile nel ricreare i colori e le atmosfere di una Hollywood che non c’è più, Chazelle ha esagerato nella lunghezza (115 minuti) e momentaneamente perso la bussola durante la sua evoluzione (in fase di scrittura), seminando comunque in gran quantità momenti di grandissimo cinema, a tratti magico e visionario (si danza persino tra le stelle, volando su nel cielo), sognante e musicalmente eccellente (c’è un tema che è già un classico e una canzone che ti entra in testa per poi non abbandonarti più), ribadendo così il proprio talento registico (furbo il giusto nel drogare lo spettatore con inebrianti soluzioni visive).” Cineblog.it

“Questo film ha la rara capacità di farti bramare ardentemente di vivere nel suo mondo invece che nel nostro, di conoscere quei personaggi e avere quella spensieratezza anche nei drammi. Fa sognare nel senso stretto del termine e fa uscire con il desiderio di ballare una coreografia semplice e leggera, fischiettando. Almeno nel primo tempo. […]
Nella seconda metà, quando all’amore si affianca il tentativo serio di inseguire un sogno (e Chazelle non scherza mai con i sogni di gloria, sono un inferno che non lascia spazio a niente altro), da lì il film vuole cambiare e diventare qualcos’altro, vuole lasciarsi alle spalle il mondo zuccheroso di una volta ed essere spietato come Whiplash, condividendone la medesima etica di fatica e privazioni emotive. Proprio qui il racconto non è più spedito e felice come inizialmente. A salvare tutto rimangono le musiche di Justin Hurwitz (lo stesso di Whiplash) ed Emma Stone, perfetta anche più del sempre serafico Gosling, nell’interpretare quell’esigenza di leggerezza anche nel dramma, quel sentimentalismo un po’ naive e quindi desiderabile.” – Badtaste.it

Ma non è mancato nemmeno chi è andato controcorrente, criticando la pellicola e pure il successo da essa riscosso:

“Peccato che Emma Stone e Ryan Gosling non sono Eleanor Powell e Fred Astaire. Magari sono dei grandi attori, dei sex simbol, la migliore soluzione per attrarre pubblico giovane in sala o dovunque il film possa essere fruito. Però non sanno ballare. Anzi sono rigidi come stecche di legno e non riescono a sincronizzarsi. […]
La La Land non ha la classe e la grandiosità dei musical che hanno fatto la storia, è a tratti infantile e citazionista. […] anche se gli intenti dietro al film sono animati da una passione e una dedizione onesta e profonda. La La Land ha tante chance di arrivare alla notte degli Oscar, perché Hollywood ama chi celebra il suo luminoso passato e ama anche Chazelle. Ma parlare di un capolavoro del cinema musicale o della sua rinascita, beh, questa è tutta un’altra faccenda.”Xl.repubblica.it

Le opinioni, come sempre e giustamente, sono varie. Scommettiamo che non vedete l’ora di farvi la vostra personale, e noi non vediamo l’ora di conoscerla. Quindi segnatevelo: 26 gennaio grande appuntamento al cinema con La La Land. Buona visione!