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13 settembre 2018

La profezia dell’armadillo non è “il film di Zerocalcare”

di Anna Pertile
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La profezia dell’armadillo non è “il film di Zerocalcare”

Oggi 13 settembre esce La profezia dell’Armadillo, pellicola tanto attesa nata dal libro a fumetti di Zerocalcare.

Michele Rech, in arte Zerocalcare, è il fumettista di Rebibbia che spopola online grazie alle sue strisce irriverenti e socialmente impegnate. Del racconta storie piace la schiettezza, i valori e il linguaggio: romanaccio d.o.c.

Lavora anche per Best Movie creando vignette memorabili che recensiscono senza peli sulla lingua le ultime uscite in sala e non solo.

Di cinema ne parla spesso, dunque, ma mai così tanto come dall’annuncio dell’uscita de La profezia dell’Armadillo. Il film, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ha scatenato una miriade di domande e curiosità, a cui Zerocalcare ha risposto col suo stile inconfondibile sulla sua pagina Facebook e il suo profilo Instagram.

© Zerocalcare

La profezia dell’armadillo è stata pubblicata nel 2011, vincendo come miglior storia breve il premio Gran Guinigi al Lucca Comics & Games dell’anno successivo. Ora al cinema c’è l’omonimo film, basato su quella storia, diretto da Emanuele Scaringi, regista e sceneggiatore italiano.

© Zerocalcare

E quindi, nella sceneggiatura c’è lo zampino dell’artista, che ha dato il suo contributo assieme alle penne di Oscar GliotiPietro MartinelliValerio Mastandrea.
Anche la produzione è tutta italiana: una collaborazione Fandango e Rai Cinema.

© Zerocalcare

La trama del film racconta del ventisettenne Zerodisegnatore di Rebibbia, o meglio di Tiburtina Valley. I guadagni racimolati con le vignette non bastano e Zero si destreggia tra lavori occasionali, dalle ripetizioni di francese alle illustrazioni per gruppi punk. L’incontro con un vero e proprio Armadillo, personificazione della sua coscienza critica, avviene un giorno come un altro. Non dimentichiamo Secco, amico da sempre e e compagno di disavventure quotidiane del protagonista.

© Zerocalcare

Zero è interpretato da Simone Liberati, attore romano che abbiamo visto crescere sul piccolo schermo, passando da I Cesaroni a Suburra. Al suo fianco c’è Pietro Castellitto, figlio d’arte che ha saputo stupire la critica con la sua interpretazione.

© Zerocalcare

Ed eccoci qui, ad evitare il “non me rompete er cazzo” di un fumettista italiano che si sta facendo strada nel difficile mondo dell’editoria, senza perdere la sua identità. L’autore ha pubblicato recentemente Macerie prime. Sei mesi dopo, capitolo conclusivo della sua seguitissima storia, più o meno inventata.

Consigliando di seguire e conoscere meglio Zerocalcare, aspettiamo di andare in sala e goderci la pellicola tratta dal suo immaginario in bilico tra l’assurdo e la semplicità quotidiana.