Approfondimenti

1 febbraio 2019

La rapsodia dei biopic: in arrivo Beatles, Elton e Bowie

di Gaia Giuffredi
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Avete presente quel meme che sta spopolando sui social? Quello “Posso copiare i tuoi compiti? Certo, giusto fallo diverso così non si vede che mi hai appena copiato” ?

Bene, allora sapete tutto quello che c’è da sapere su come funziona Hollywood in questi ultimi tempi.

Prima sono venuti i live action della Disney, poi i reboot al femminile… ora, a quanto pare, la nuova mucca da spremere sono i biopic sulle star della musica.

Certo, sicuramente Bohemian Rhapsody è un signor precedente, con tutti quei premi a destra e a manca (SAG, Satellite Award, Palm Springs International Film Festival, AACTA International Awards e Golden Globe) e l’immenso successo di pubblico (ancora nelle sale e campione di incassi nonostante siano passati ormai mesi dalla sua uscita), ma non si starà cominciando a esagerare? Non è detto che solo perché un film è un successo, allora lo saranno tutte le sue copie.

Perché sì, è di questo che stiamo parlando, di copie. Per quanto le vogliamo patinare e curare (perché di certo saranno prodotti di ottimo livello come quello sui Queen), copie sono e copie rimarranno.

Ora, se sia nato prima l’uovo o la gallina non lo sapremo mai; se i film in uscita a cui mi riferisco siano progetti pensati prima di Bohemian Rhapsody è difficile da stabilire, ma il risultato rimane lo stesso. Purtroppo è una legge matematica: cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Se anche il capostipite fosse stato un film sui Genesis o i Pink Floyd, il concetto sarebbe sempre quello: non solo perché una cosa funziona, bisogna saturare il mercato con altre mille identiche.

Ma a cosa mi sto riferendo, esattamente?

Giusto, giusto. Mi pare giusto.

Entriamo nel merito.

La prima pellicola è in realtà finita in questo calderone un po’ per sbaglio, non si tratta di un biopic a la BoRap, bensì di un documentario sui Beatles diretto nientepopodimeno che da Peter Jackson. Non saranno attori con chili e chili di trucco addosso a muoversi sullo schermo, bensì i veri Beatles in filmati d’epoca.

Quindi ecco, rientra in questo discorso perché sempre di grandi artisti musicali parliamo, ma forse si salva dalle mie ire perché verrà realizzato utilizzandoLe 55 ore di filmati inediti e le 140 ore di audio messe a nostra disposizione, rendono questo film l’esperienza definitiva che i fan dei Beatles hanno a lungo sognato: come un una macchina del tempo, ci riporta indietro al 1969, facendoci accomodare in studio a guardare questi quattro amici fare buona musica insiemeha dichiarato Peter Jackson stesso.

Quando il documentario sarà disponibile per il grande pubblico ancora non si sa, ma depone a suo favore il fatto che verrà realizzato con la piena collaborazione di Sir Paul McCartney, Sir Ringo Starr, Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison.

Passiamo ora, però, alle note dolenti.

È stato ufficializzato infatti poche ore fa che il biopic su David Bowie si farà e che è stato scelto anche l’attore per interpretarlo: Johnny Flynn. Insieme a lui troveremo Marc Maron, che sarà il pubblicista di Bowie, e Jena Malone, che vestirà i panni della prima moglie dell’artista.

Gli ingredienti sono buoni, per carità. Ma sanno di già visto.

Se vi dico: “si esplorerà la genesi dell’artista e il suo affermarsi nel mondo della musica, trasformandola nel profondo e riscrivendone le regole, a quale pellicola pensate?”

E se aggiungo: “la colonna sonora includerà molte delle sue performance”, scommetto che vi ho solo confuso le idee.

Potrei parlare di Bowie, ma come anche del Freddie Mercury raccontato in Bohemian Rhapsody.

Ora però vi confondo ulteriormente, perché vi dico che potrei star parlando anche di un terzo artista: Elton John.

Ebbene sì, avete letto bene.

In questa corsa all’oro moderna, nemmeno chi è ancora al mondo è al sicuro.

Ora, chiaro che non è stata puntata nessuna pistola alla tempia di Elton John per convincerlo a partecipare al progetto, ma la domanda non può che nascere spontanea: perché?

A quanto pare, però, si tratta di una celebrazione (l’ennesima) della sua carriera, che si concluderà al termine del tour ufficiale d’addio che passerà anche per l’Italia.

Dal trailer le premesse per un buon prodotto, in realtà, ci sono tutte e Taron Egerton potrebbe anche passare per Elton John con tutto quel trucco e parrucco e con quei costumi spettacolari. Ma che a dirigerlo ci sia Dexter Fletcher (lo stesso regista che era intervenuto su Bohemian Rhapsody dopo il licenziamento di Bryan Singer) fa un po’ cadere le braccia. Non solo questi film stanno diventando gli uni la fotocopia dell’altro, ora non si fa nemmeno più lo sforzo di cambiare l’occhio dietro la macchina da presa?

Come sempre, però, l’ultima parola la si potrà dire solo quando il film sarà nelle sale.

Anche di Bohemian Rhapsody, quando era in lavorazione, se ne dicevano peste e corna e invece guardate dove siamo adesso.