Approfondimenti

2 maggio 2018

L’isola dei cani: Wes Anderson torna alla stop motion!

di Anna Pertile
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Dal primo maggio, cinefili e cinofili si possono confondere per una volta; il pubblico italiano sbarca su L’isola dei cani.
Il nuovo film dell’acclamato regista Wes Anderson è stato girato in animazione stop motion.

Alla 68esima edizione del Festival di Berlino, Anderson ha dichiarato: “Il film ha avuto una lunga gestazione. Doveva essere una favola, ma a un certo punto ci siamo accorti che il mondo reale non era così lontano da quello che stavamo raccontando”.
Ci sono voluti 445 giorni per riprendere tutte le 850 scene e i 144mila fotogrammi che sono stati necessari per coprire la durata della pellicola, ovvero 100 minuti. Un’impresa titanica, insomma.

“L’arcipelago giapponese, nel futuro, tra 20 anni”. Così inizia il trailer dell’eccentrica pellicola, ambientando la storia.

Nel 2037 i cani del Giappone sono in grande sovrannumero e per loro inizia la quarantena su un’isola di rifiuti, a causa dell’influenza canina. Cinque cani non voglio accettare questa condizione e sono pronti a ribellarsi, aiutare un intrepido ragazzino pilota, Atari Kobayashi, a ritrovare il suo amato cane Spots – “Il nome di un mio vecchio cane” ha confessato Anderson.

Nel cast di doppiatori originali troviamo grandi nomi: Edward Norton, Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Bill Murray, Frances McDormand,  Jeff Goldblum, Tilda Swinton. “Ho messo insieme tutti quelli con cui avrei voluto lavorare in un film” ha ammesso il regista. “Con alcuni di loro avevo già lavorato, con gli altri sognavo di farlo. Con un film di animazione è più facile avere tutti gli attori che vuoi. Nessuno può dirti: sono impegnato in quel periodo. Dare la voce a un personaggio è un qualcosa che puoi fare in qualunque momento e ovunque ti trovi“.

L’eccellenza nella tecnica della stop motion è Nick Park, autore di Wallace & Gromit e del recente I primitivi (2018). Ma se Park è innamorato della plastilina, stabile e facile da modulare, il sognatore Wes vuole complicarsi la vita e sceglie la pelliccia.
Già in Fantastic Mr Fox (2009), i personaggi animali erano ricoperti di folte pellicce colorate. In questo film, però, il lavoro di modellismo e animazione è stato immenso. La metà dei pupazzi realizzati appartengono alla specie canide su un totale di 1097 modelli. Una scena ha richiesto ben 107 giorni per essere animata. Non è difficile immaginare una situazione di questo genere quando il regista a dirigere ha improntato la sua firma sull’attenzione al dettaglio, sulla simmetria e il perfezionismo.

Wes Anderson non fa mistero delle sue maggiori ispirazioni per questa originale pellicola: Akira Kurosawa e di Hayao Miyazaki, quest’ultimo definito dal regista americano come maestro nei dettagli e nei silenzi”.

Nonostante in America sia stato vietato ai bambini di età inferiore ai 13 anni, Kim Keukeleire, una delle animatrici, al Comicon a Napoliha detto: “per i bambini la stop motion è semplicemente una storia fantastica da vedere, ma è qualcosa che ti resta dentro, ti dà una sorta di imprinting che genera un’emozione forte quando lo rivedi da grande”.