Approfondimenti

17 ottobre 2017

Loving Vincent: una dichiarazione d’amore a van Gogh

di Anna Pertile
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“Se avessi potuto essere come loro”. Questa frase viene detta nel trailer di Loving Vincent al cinema per poche date fino al 18 ottobre.

Se solo Vincent van Gogh avesse potuto essere come loro. Se solo avesse avuto una vita felice, senza paranoie ossessive e senza una tragica fine. Se solo avesse avuto una mente brillante e non anche folle.
Se avesse potuto essere come tutti gli altri, non avremmo avuto la sua arte, né la sua storia.

Loving Vincent è una dichiarazione d’amore a van Gogh da parte di 125 artisti, una celebrazione della sua vita e del suo essere tormentato. Il team di artisti ha lavorato per anni e dipinto migliaia di tele per arrivare al un risultato unico, il primo lungometraggio interamente dipinto su tela.
Il film che unisce tecnologia e pittura è stata scritta e diretta da Dorota Kobiela e Hugh Welchman. La pellicola ha già vinto il premio del pubblico all’ultimo Festival d’Annecy.

 

“Mi sembra che l’abilità tecnica sia più semplice ed energica. Niente puntini, niente più tratteggi, niente, solo colori uniformi in armonia.”
Così Vincent descriveva la propria tecnica al fratello Theo, in una delle molte lettere della loro corrispondenza.

La pennellata carica, veloce ed impetuosa, quasi violenta, del pittore viene ripresa nei quadri che compongono ogni singolo fotogramma del film. Oltre le sfumature tenui dell’impressionismo, il colore denso e contrastante dei suoi dipinti è protagonista in Loving Vincent. Anche se viene dato spazio al bianco e nero, forse per raggiungere una ricercata intensità emotiva o forse per riprendere i famosi carboncini dell’autore.

La storia narrata inizia nell’estate del 1891 in Francia. Una lettera deve essere consegnata da Armand Roulin, figlio del postino Joseph Roulin, soggetto di molti dipinti di van Gogh. Il destinatario della lettera in questione è Theo van Gogh, fratello del pittore che si è da poco tolto la vita. Imbarazzato dall’amicizia che legava suo padre e Vincent, Armand arriva a Parigi senza trovare Theo. La ricerca lo porterà dal commerciante di colori Armand da Père Tanguy e dal Dottor Paul Gachet, medico che seguì Vincent nelle ultime settimane di vita nel villaggio di Auvers-sur-Oise. Alla locanda dei Ravoux, Armand incontrerà altri personaggi che presero parte alla vita di quello che per lui era sempre stato il pittore pazzo che si era tagliato un orecchio ed era stato internato in un manicomio.

La pellicola ha l’onore e l’onere di dare vita 94 opere dell’artista, tra cui ritratti e autoritratti di van Gogh, ma anche le opere più amate come Campo di grano con volo di corvi e Notte stellata. Finalmente avranno quel movimento che il pittore ha sempre ricercato nelle proprie opere.