Approfondimenti

3 novembre 2016

Lucca Comics and Games 2016. Il fumetto ero io

di Marta Alzati
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Vi siete mai chiesti cosa vuol dire vivere in un fumetto? Andare al Lucca Comics and Games (ahimè terminato il 1 novembre) è come entrare realmente tra le pagine dei vostri albi preferiti, incontrare i vostri eroi dal vivo o semplicemente essere un voyeur che guarda con stupore una folla colorata e bizzarra che cammina tranquillamente tra le mura di una città medievale.

A pensarci bene la cosa più bizzarra probabilmente ero io, che con la mia banalità di un cappotto verde e un paio di jeans mi aggiravo tra mille personaggi e venivo squadrata dall’alto in basso. Come se fossi io a venire da un altro pianeta. Ma facciamo un passo indietro e procediamo con ordine.

La mia avventura è iniziata ancora prima dell’alba di sabato mattina, quando la sveglia è squillata alle 3:30. Un’ora dopo la navetta (ottima idea per raggiungere la fiera senza problemi, disponibile in molte città italiane) ha lasciato Verona, alla volta di Lucca. Ero emozionantissima – come quando andavo a Gardaland da bambina. In un attimo sono crollata in un sonno profondo e, magia, eccomi in Toscana, tra le mura di una suggestiva cittadina circondata da colline. Mi è sembrato di aver fatto un salto nel tempo e sono entrata nel mood “fumetto style”.

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Caratteristica, elegante e tranquilla, almeno una volta all’anno Lucca scoppia di vitalità e accoglie tra le viette e i portici antichi tendoni e stand dedicati al mondo del fumetto e dei videogiochi. Vivere la città e l’evento allo stesso tempo, ecco uno dei punti di forza del Lucca Comics and Games. Un consiglio per chi ha intenzione di partecipare alla prossima edizione: non badate troppo all’orologio, perdetevi tra le stradine e lasciatevi sorprendere da stand o negozietti creati ad hoc. Poi ovviamente entrate nei padiglioni che offrono una vasta gamma di gadget, fumetti, modellini dipinti a mano, ma anche videogiochi e anteprime esclusive di film di animazione che potrete scoprire anche attraverso la realtà virtuale.

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Molto interessante è la “Self Area” che ha come cornice la Chiesa dei Servi. Qui sono riuscita a scovare fumetti autoprodotti con tanto di autori e fumettisti pronti a realizzare in tempo reale “dediche fumetto”. Anche spostarsi da una via all’altra ha il suo perché; infatti le strade sono piene zeppe di personaggi di fumetti e film, si fa quasi fatica a trovare qualcuno vestito “normalmente”. Occhi aperti dunque, a caccia dei cosiddetti cosplayer – adulti e non che amano i travestimenti (anche con mezzi di fortuna come scotch e cartapesta). I più appassionati indossano abiti cuciti su misura che rispecchiano al 100% i personaggi a cui si ispirano.

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La cosa che mi è piaciuta di più? La Japan Town con la sua sezione “Anime e Manga”. Qui ho fatto un ulteriore viaggio nel tempo; mi sono ritrovata immersa nel mondo dei miei cartoni animati preferiti che vedevo da bambina come Dragon Ball, Magica Emy, Pokèmon e Sailor Moon. Ah, per chi non lo sapesse: Sailor Moon va in onda in tv tutte le mattine alle 8 e ovviamente accompagna le mie colazioni prima di andare in ufficio. Oltre a padiglioni e pupazzi di ogni genere è anche possibile tuffarsi in un’esperienza culinaria all’interno della Japan Town, assistendo per esempio alle lezioni di intaglio di frutta e verdura di chef giapponesi oppure gustando il ramen nello splendido cortile della location.

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Oltre alle rappresentazioni della serie Star Wars con i suoi personaggi più amati e quelle più apocalittiche e tenebrose di Resident Evil e The Walking Dead (e vi assicuro che sembra di stare realmente sul set di un film con tanto di fumo e schizzi di sangue), dovete anche sapere che il Lucca Comics ospita anche veri e propri miti in carne ossa. Sono loro, a mio parere, i veri eroi della manifestazione. Quest’anno i nomi di spicco nazionali e internazionali sono stati Frank Miller (fumettista, regista e sceneggiatore statunitense famoso soprattutto per essere il creatore della serie Sin City) e Zerocalcare (fumettista italiano famoso per La Profezia dell’Armadillo, Un polpo alla gola e Kobane Calling). Senza dimenticarne altri come Benjam Chaud, Frank Cho, Juan Cornellà e Casty.

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Insomma per un weekend diverso e sicuramente alternativo, vi consiglio di tenervi liberi per l’edizione del 2017 – che con molte probabilità si svolgerà sempre verso la fine di ottobre. E non temete se nel giorno della partenza (come me) vi sveglierete all’alba… sicuramente il trucco sbavato e le occhiaie verranno interpretate come un make up originale e ricercato. Da vero fumetto!