Approfondimenti

8 febbraio 2018

L’ultima discesa: dalla carta alla pellicola

di Francesco Farsoni
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Così il libro…
Romanzo autobiografico sulla vita del campione di hockey Eric LeMarque, nato dalla collaborazione tra questi e lo scrittore Gavin Saey, L’ultima discesa è nelle librerie dal 30 gennaio 2018, edito da Sperling&Kupfer. Il libro è una biografia dello stesso LeMarque e un avvincente resoconto della strenua lotta per la sopravvivenza da lui condotta mentre si trovava disperso sulle montagne durante una tempesta di neve, e del suo rocambolesco salvataggio.
Conquistato il titolo olimpico di hockey, Eric, che vive la propria vita a ritmi altissimi sempre inseguendo l’adrenalina, si trova a precipitare nell’abisso della dipendenza da anfetamine. Per riprendere le redini della propria esistenza si isola decidendo di passare una giornata da solo sui monti praticando snowboard.
A causa della dipendenza perde, però, il senso dell’orientamento e viene sorpreso da una tempesta di neve durante un fuori-pista. Disperso e solo dovrà lottare contro un ambiente ostile e selvaggio cercando di sopravvivere fino all’arrivo della missione di soccorso. Sarà un durissimo scontro durante il quale Eric dovrà impegnarsi, per otto lunghi giorni, contro il suo peggior nemico: se stesso. Solo l’amore della madre, la quale, con incredibile tenacia organizzerà una missione di soccorso, non lo abbandonerà mai.

… così il film
Esce l’8 febbraio, nelle sale, L’ultima discesa.
La pellicola, diretta da Scott Waugh (Need for Speed, Act of Valor) con Josh Hartnett (Halloween- 20 anni dopo, Pearl Arbour) e Mira Sorvino, premio Oscar nel 1996 per La dea dell’Amore di Woody Allen, è una trasposizione cinematografica delle vicende narrate nel libro. Questo survival thriller ripercorre un periodo molto buio della vita del protagonista.
Dopo aver provocato un incidente, Eric lascia tutto e si rifugia sulle montagne per ritrovare stimoli e convinzione, persi anche a causa della dipendenza da anfetamine. Travolto da una tempesta di neve durante una escursione, dovrà lottare per sopravvivere in un titanico confronto che lo vedrà opposto alla furia degli elementi e alla spietatezza di un ambiente che non lascia scampo ai deboli. Tutto sembra perduto, ma l’ostinazione della madre farà sì che venga attivata una missione di soccorso.
Si tratta di una pellicola potente e mozzafiato che, grazie ad una regia sapiente e accattivante, offre allo spettatore anche numerosi spunti di riflessione: l’ascesa e la caduta dell’individuo che raggiunge la vetta suprema del successo sportivo e poi cade nell’abisso di una dipendenza che lo rende schiavo e gli fa franare l’esistenza sotto i piedi. La lotta per risalire, per tornare a vivere si fa dapprima confronto psicologico tra il protagonista Eric e se stesso, per poi plasmarsi e materializzarsi in una sfida disperata e disumana contro la Natura: sopravvivere, per conquistarsi il diritto all’esistenza.
Anche il rapporto madre-figlio, raccontato ed espresso attraverso la tenacia indefettibile di Susan, madre di Eric, è affrontato con sapienza e commovente forza.
Un cast sontuoso che ha già lasciato un segno importante nella storia del cinema e una regia che, sebbene stia muovendo ancora i primi passi, ha già dato prove importanti, ci fanno presagire un buon successo.
Oltre a emozionare sino a togliere il respiro, il film affronta anche diverse tematiche importanti dimostrando di saper unire la forza accattivante del thriller e la commovente delicatezza della profondità di aspetti assai complessi della psiche umana inerenti le ragioni stesse dell’esistenza dell’uomo su questa terra.

L’individuo è in grado di vincere la sfida che la propria mente e la Natura gli pongono o è alla mercé di sé stesso e della propria debolezza di Essere Umano? Cos’è disposto a fare per sopravvivere? Fino a che punto è disposto a spingersi?
Leggete il libro e non perdete il film.