Approfondimenti

12 luglio 2018

Malala Day: “La penna è più potente della spada”

di Sumana Rana
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Il suo nome rievoca quello di un’eroina della tradizione Pashtun, Malalai di Maiwand.
Durante il giorno del suo sedicesimo compleanno, la sua voce si levò immensamente dinanzi a tutta l’Assemblea delle Nazioni Unite. E fu un miracolo. Perché proprio un anno prima mentre era sullo scuolabus, Malala Yousafzai fu colpita in un attentato dei talebani, riportando permanenti danni fisici ed uditivi e sopravvivendo per miracolo.

Perché? Perché con il suo diario di studentessa pubblicato sulla BBC, osò denunciare gli abusi subiti dai militanti talebani e rivendicare l’importanza dell’istruzione femminile, ribellandosi dunque ad una politica ultraconservatrice e oscurantista.

Nemmeno questo attacco riuscì però a far tacere la sua determinazione, il suo coraggio e soprattutto la sua voce. Per la sua onorevole campagna internazionale a favore dell’istruzione femminile, assieme all’attività Kailash Satyarthi, fu insignita del Premio Nobel per la Pace.

In collaborazione con la giornalista Christina Lamb diede luce successivamente ad un’autobiografia edita da Garzanti, Io sono Malala, da cui si ispirò il regista Premio Oscar David Guggenheim per dirigere il bellissimo film-documentarioMalala. In esso si narrano attimi di vita scolastica e momenti di intimità familiare, valorizzando con delicatezza e profondità il legame con Ziauddin Yousafzai, padre, marito ed insegnante aperto e lungimirante.

Una storia d’amore fra un padre e una figlia in grado di sviluppare un rapporto simbiotico e perseguire una battaglia etica reciproca contro le discriminazioni. Un racconto familiare che si interseca al contempo con le immagini di un paese, il Pakistan, scosso dall’ascesa al potere dei talebani capeggiati dal Mullah Fazlullah nella Swat Valley.

Nei suoi incontri ufficiali, Malala dichiara che la sua missione, tra cui la nascita e celebrazione del Malala Day, è dare una voce a coloro che meritano di essere ascoltati. Coloro che hanno lottato per i propri diritti. Per il loro desiderio di vivere in pace. Per il loro diritto a essere trattati con dignità. Per il loro diritto alle pari opportunità. Per il loro diritto all’istruzione. Aggiunge che la debolezza, la paura e la disperazione sono morte e la forza, l’energia e il coraggio sono invece nascita.

Nonostante l’attentato rimangono preservate le stesse ambizioni, le stesse speranze e gli stessi sogni. Saggio il proverbioLa penna è più potente della spada è stato usato anche da Malala nel suo discorso all’Onu perché gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Terrorizzati dal potere dell’educazione. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole, uccidendo studenti innocenti e insegnanti donne: perché hanno paura del cambiamento e dell’uguaglianza. Invita dunque a prendere in mano i propri libri e le proprie penne perché si rivelano essere le armi più potenti contro l’ignoranza. Ed esprime fermamente la sua convinzione che un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono di certo cambiare e migliorare il mondo.