Approfondimenti

19 febbraio 2018

Massimo Troisi, il comico dei sentimenti

di Francesco Farsoni
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Compirebbe oggi 65 anni Massimo Troisi.
Gigante del cinema italiano e stella di prima grandezza della cinematografia mondiale, Troisi è uno dei volti più amati dal pubblico in virtù della comicità tenera e profonda. Da lui si sprigionava capace di far ridere, sorridere e riflettere ma anche di commuovere, peculiarità che gli procurarono il soprannomi di comico dei sentimenti e Pulcinella senza maschera.

Formatosi sulle tavole del palcoscenico, Massimo Troisi fu uomo di straordinaria ecletticità: attore, sceneggiatore, regista e cabarettista, venne considerato il principale esponente della comicità napoletana e da più parti come naturale erede di Totò e Eduardo De Filippo, ma fu anche accostato a Buster Keaton e Woody Allen.

Nasce a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953 da Alfredo Troisi e Elena Adinolfi. Già da neonato riscuote il suo primo successo nel mondo dello spettacolo con una campagna pubblicitaria per le industrie Mellin produttrici di latte in polvere. Purtroppo, sin dall’infanzia, si manifestano in lui gravi problemi cardiaci che lo perseguiteranno per tutta la vita. La salute cagionevole non gli impedisce di intraprendere una carriera artistica scrivendo poesie e dedicandosi al teatro; a soli quindici anni comincia a frequentare il teatro parrocchiale della chiesa di Sant’Anna assieme ad alcuni amici fra cui Lello Arena, Nico Mucci e Valeria Pezza.

Con Lello Arena e Enzo De Caro, Massimo Troisi dà vita al trio La Smorfia con il quale ottiene un vasto successo di pubblico in numerosi teatri nel corso degli anni ’70. Sempre assieme ad Arena e De Caro nel Trio La Smorfia, dopo un passaggio alla radio, esordisce in televisione nelle trasmissioni Non Stop e Luna Park. Sciolto definitivamente il trio nei primi anni’80, Troisi debutta sul grande schermo nel 1981 con Ricomincio da tre, pellicola da lui stesso scritta, diretta ed interpretata.

La trama del film è incentrata sulla figura di Gaetano, giovane napoletano, interpretato dallo stesso Troisi. Desideroso di dare una scossa alla propria esistenza, Gaetano si trasferisce a Firenze da Napoli. Qui egli si oppone ai beceri pregiudizi che vedono i napoletani sempre in viaggio per cercare lavoro, facendo capire di aver voluto cambiare città solamente per viaggiare ed entrare in contatto con un mondo e una realtà diversa. Grandissimo e immediato il successo della pellicola che incassa ben 14 miliardi di lire al botteghino e vale a Troisi numerosi e meritatissimi riconoscimenti.

Nel 1982 torna in televisione per Rai 3 all’interno della trasmissione Che fai… ridi? costruendo poi il film Morto Troisi, Viva Troisi nel quale mise in scena la propria morte e la sua carriera viene narrata postuma attraverso spezzoni delle sue apparizioni televisive, teatrali e cinematografiche.

Nel 1983 il ritorno al cinema e la grande riconferma con la sua seconda pellicola da molti considerata il suo capolavoro: Scusate il ritardo. Nella pellicola, che lo vede ancora regista, interpreta il personaggio di Vincenzo, un uomo titubante e timoroso di tutto ciò che la vita gli potrebbe riservare, perennemente indeciso, timido e maldestro.

Il sempre fecondo rapporto con la celluloide prosegue per Troisi nel 1984 con Non ci resta che piangere in coppia con Roberto Benigni. Per uno strano scherzo due amici si ritrovano nell’anno 1492 venendo coinvolti in diverse avventure mentre cercano di fermare Cristoforo Colombo prima che scopra l’America. La pellicola, con un grande successo al botteghino, conquistò la vetta delle classifiche d’incassi per quella stagione.

Dopo una comparsa, nel 1986, nel film di Cinzia T.H. Torrini Hotel Colonial, Troisi torna al cinema nel 1987 con Le Vie del Signore sono finite, pellicola ambientata durante il periodo fascista.

Avvia poi una collaborazione con Ettore Scola in tre film due dei quali lo vedono recitare con Marcello Mastroianni. Nel 1988 gira Splendor sempre per la regia di Scola che non ebbe però fortuna. Del 1989 è invece Che ora è? pellicola che lo vede al fianco di Mastroianni. Il film, incentrato sui rapporti conflittuali padre-figlio vale a entrambi la Coppa Volpi ex-aequo per la miglior interpretazione maschile alla mostra del Cinema di Venezia.

Del 1990 l’ultima collaborazione con Scola in Il viaggio di Capitan Fracassa pellicola che ricollega la comicità italiana all’antica Commedia dell’Arte, nella quale interpreta Pulcinella. Una ultima volta dietro la macchina da presa con Pensavo fosse amore… invece era un calesse del 1991 con Francesca Neri e Marco Misseri, incentrato sui rapporti di coppia e sulle difficoltà che li caratterizzano. È di questi anni, purtroppo, l’acutizzarsi dei problemi di salute che da sempre lo perseguitano, ma questo non gli impedisce di regalarci un nuovo capolavoro: Il postino, tratto dal romanzo del grande scrittore cileno Antonio Skarmeta nel quale interpreta il ruolo di un postino timido e innamorato, aiutato dal poeta Pablo Neruda a conquistare la donna amata. Memorabile la sua interpretazione accanto a Maria Grazia Cucinotta.

Purtroppo, nonostante numerosi e pesanti interventi chirurgici, il male non lascia scampo al suo cuore: smette di battere il 4 giugno 1994, quando Troisi aveva solo 41 anni, ma continua a palpitare attraverso ogni sua pellicola e apparizione televisiva. E nel ricordo di tutti noi.