Approfondimenti

5 dicembre 2017

My Little Pony, perché?

di Anna Martellato
Continua a leggere

L’amicizia, la determinazione, il concetto di unione che fa la forza. C’è tutto questo nel film di animazione distribuito da Eagle Pictures dove le protagoniste, sei amiche, scoprono questi importanti valori. E poco importa se non sono ragazze in carne ed ossa, ma pony. Mini pony. Little pony. Sì, proprio loro, i cavallini magici tatuati star degli anni ’80 (il tatuaggio li identifica, guai a non dare importanza al tatuaggio).

Diretto da Jayson Thiessen, con Lorella Cuccarini che presta la sua voce allo spietato Storm King, il pony cattivo che minaccia di invadere Equestria (un mondo dorato) con lo scopo di prosciugare la magia del regno, My Little Pony è la nuova avventura in uscita il 6 dicembre che narra le gesta delle eroiche Power Pony.

Le sei amiche si imbarcano in un pericoloso viaggio attraverso montagne magiche e mondi sottomarini. La principessa Twilight Sparkle si imbatte in nuove sfide in compagnia delle sue fidate amiche: la schietta Applejack, la determinata Rainbow Dash, la festaiola Pinkie Pie, la timida Fluttershy e la generosa Rarity . Armata di coraggio e determinazione, imparerà che non c’è potere più grande al mondo che la Magia dell’Amicizia.

Un mondo che ritorna. Con il film, ma prima ancora i giochi, le serie animate e tutto il resto. E pensare che era solo il 2011 quando la Hasbro, il colosso americano produttore di personaggi famosi come Transformers e G.I. Joe, ha siglato un accordo con il gruppo Mediaset per la trasmissione in Italia delle serie a cartoni animati legate ai suoi giocattoli, oltre che una parternship per la distribuzione del relativo merchandise.

Ho scoperto di averne ancora uno, di mio mini pony, nonostante siano passati dei begli anni. La scoperta è stata recente. Risistemando la cantina (una cosa che fai ogni trent’anni), nella scatola delle bambole ho trovato sorprese agghiaccianti, tra cui Barbie decapitate e il piccolo Pony. Un tuffo nel passato felice, quello dove giochi e basta e non devi pensare a pagare le tasse.

Ma una domanda sorge spontanea, soprattutto per chi non è stato bambino negli anni ’80. Ovvero: perché My Little Pony? Diciamocelo: My Little Pony è l’equivalente equestre della Barbie, la sua popolarità in ascesa negli anni ’80 l’ha reso un cult.
I Mio Mini Pony furono lanciati sul mercato nel 1982 e divennero immensamente popolari. Anzi, per un certo periodo superarono le vendite della Barbie. Squadra che vince non si cambia. Oggi, in piena frenesia anni ’80 (non l’avete ancora visto Stranger Things su Netflix?), non poteva mancare My Little Pony. Sì, lo adoravo. Mi piaceva il cartone animato My Little Pony. È qualcosa che rinfranca lo spirito, sapere che My Little Pony non è passato di moda. Un filo “catodico” indissolubile che ci lega con le bambine di oggi. In un mondo dominato da vuoto politico, attacchi terroristici e dittatori con il bottone nucleare facile, i piccoli cavallini con le loro magie e colori hanno che hanno cavalcato i decenni e sono pronti a fascinare le nuove generazioni (anche al cinema) sono di gran lunga la notizia migliore.