Approfondimenti

17 gennaio 2017

Nevica! La magia della neve in 5 film da vedere

di Michela Fontana
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Nelle settimane iniziali di questo 2017 il gelo ha invaso tutta Italia e per molti di noi è stata l’occasione per assistere a uno dei fenomeni più affascinanti della natura: la discesa della neve. Non a caso dal 2012, ogni terza domenica di gennaio, la Federazione Internazionale dello Sci dedica una giornata proprio a lei, la neve, patrocinando una serie di eventi in tutto il mondo con lo scopo di avvicinare i più giovani alle varie specialità dello sport invernale.

Molti di voi avranno infatti approfittato del fine settimana per farsi un’atletica giornata in montagna, a molti altri sarà invece bastato uscire di casa per affondare i piedi nel soffice e bianco candore, in ogni caso speriamo che a tutti voi sia toccato il privilegio di prenderla tra le mani e modellarla, di affondarci o distendervici sopra, di lanciarla allegramente a qualche vostro compagno di giochi e, soprattutto, di ammirarla mentre, lenta, scende verso terra.

Sì perché la neve ci regala tanti momenti di gioia, momenti spensierati che ci fanno sentire leggeri e che ricordiamo per il resto della vita.

E’ per questa ragione che tantissimi registi hanno voluto rappresentare a modo loro questo particolare agente atmosferico, essendone essi stessi attratti e aspirando a suscitare effetti ammalianti (e simbolici) anche sul proprio pubblico. Ecco cinque scene memorabili e visivamente spettacolari in cui la protagonista non è altri che lei, la neve.

Vogliamo partire da un paio di esempi in cui la nevicata è fittizia, non solo nel senso scenografico del termine ma anche perché è generata dalle mani degli stessi personaggi filmici.

Edward mani di forbice (1990). Nel celebre fantasy di Tim Burton c’è una scena romantica molto bella in cui Edward (Johnny Depp), il pallido e spaurito “diverso” con delle forbici al posto delle mani, realizza una delle sue splendide sculture di ghiaccio sommergendo Kim, la ragazza di cui è innamorato, di tanti piccoli fiocchi bianchi. La giovane inizia a danzare in mezzo a questa pioggia incantata con un sorriso di beata serenità.

Frozen (2013). Nel film d’animazione di Chris Buck e Jennifer Lee, la neve domina la scena dall’inizio alla fine creando un vero e proprio regno di ghiaccio che, del resto, è proprio l’espressione che fa da sottotitolo al lungometraggio. C’è una specifica sequenza che a nostro avviso è particolarmente significativa, in cui le protagoniste sono Anna ed Elsa da piccole. Elsa, la sorella maggiore, viene svegliata in piena notte da Anna e si fa travolgere dal suo desiderio di costruire un pupazzo di neve. Grazie ai suoi poteri, Elsa inonda il salone della nivea sostanza facendola uscire direttamente dai suoi palmi e la piccola Anna, ammirata, ci gioca con caloroso e sincero entusiasmo.

Kill Bill: volume 1 (2003). Cambiamo genere e passiamo a Quentin Tarantino. La neve non strega solo i bambini, appunto, e nel capolavoro tarantiniano ne abbiamo un lampante esempio. Nella battaglia finale, La Sposa (Uma Thurman) affronta O-Ren Ishii (Lucy Liu) nel bianco candore del suo curatissimo giardino, colorandolo di “eleganti” schizzi di sangue. Questa scena, costruita con altissima destrezza formale, ha la capacità di incantare anche lo spettatore più duro, dimostrando che il fenomeno di cui stiamo parlando ha una portata trasversale.

Shining (1980). L’illustre pellicola di Stanley Kubrick si chiude con Jack Torrance (Jack Nicholson), ormai completamente fuori controllo, che vaga nell’innevato e inquietante labirinto adiacente all’Hotel Overlook cercando di trovare la moglie e il figlio per ucciderli. Nella penultima scena, subito prima del carrello conclusivo del film, ci viene mostrata l’agghiacciante immagine di Jack che, dopo aver trascorso la notte sotto la neve, è morto congelato diventando la vittima di se stesso.

Quarto potere (1941). Nel film di Orson Welles ritenuto da molti il più bello della storia del cinema, ogni sequenza è sapientemente studiata e ce n’è una in particolare che rappresenta l’infanzia perduta di Charles Foster Kane. Nevica, e il piccolo Charles sta giocando col suo slittino nel vialetto innevato di casa mentre i suoi genitori firmano l’accordo che ne determinerà il fatidico allontanamento dal nido familiare. Sarà l’ultimo momento felice per il futuro magnate Kane, il momento in cui la sua purezza lo abbandonerà definitivamente e il cui ricordo lo accompagnerà fino alla morte. Questa sequenza è anche quella che ha consacrato Welles maestro della profondità di campo.

Siamo sicuri che tutti voi avete degli indelebili ricordi legati alla neve, memorie della vostra infanzia o di esperienze di vita particolarmente coinvolgenti… raccontateceli!