Approfondimenti

25 gennaio 2017

Oscar 2017, tantissime curiosità sulle nomination

di Michela Fontana
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Le nomination agli Oscar 2017 sono finalmente note ma le congetture non finiscono qui, visto che per conoscere i verdetti definitivi dovremo aspettare il 26 febbraio. E, del resto, non possono nemmeno mancare alcune considerazioni proprio sulle candidature annunciate dall’Academy, che quest’anno sono state protagoniste di tante sorprese e curiosità.

Innanzitutto una piccola classifica. Come presagito, La La Land è stato il film a ottenere più nomination di tutti, sfiorando per un pelo il record assoluto. Con 14 nomination, infatti, il musical di Damien Chazelle ha eguagliato il primato detenuto da Eva contro Eva (1950) e Titanic (1997). Se dovesse seguire le orme di questi due grandi successi, le statuette che porterà a casa potrebbero essere parecchie, avendo essi poi conquistato rispettivamente sei e undici premi. La pellicola dell’enfant prodige avrebbe raggiunto quota 15, se non fosse stato inaspettatamente escluso dalla gara per miglior trucco e acconciatura, ma avrebbe anche potuto fermarsi a 13, se non avesse ricevuto la doppia possibilità come miglior canzone con “Audition” e “City of Stars”, cosa che potrebbe peraltro rappresentare uno svantaggio dividendo i voti della giuria e favorendo la vittoria di un altro film.
In seconda posizione, a pari merito, si sono piazzati Moonlight di Berry Jenkins e Arrival di Denis Villeneuve, con 8 nomination ciascuno. Entrambi sono in lizza per miglior film, insieme ai terzi classificati Manchester by the Sea, Lion e La battaglia di Hacksaw Ridge, ognuno con 6 nomination complessive, Barriere e Hell or High Water con 4 e, infine, Il Diritto di Contare, che ha totalizzato 3 candidature.

Anche l’Italia parteciperà ai prossimi Academy Awards, grazie al nostro Gianfranco Rosi e al suo Fuocoammare, che gareggerà per ottenere il premio di miglior documentario. Nonostante l’esclusione dalla lista dei migliori film stranieri, Rosi ha vissuto con grande emozione quest’unica ma importante candidatura: “Dedico la nomination a Lampedusa. Alla notizia ho avuto un brivido, questo è stato un anno meraviglioso. Aver portato Lampedusa ad Hollywood è una cosa bellissima”. E Rosi non è l’unico italiano che parteciperà alla cerimonia losangelina: anche Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini saranno seduti su una bella poltronicna di velluto in attesa di scoprire se il riconoscimento per miglior trucco e acconciatura spetterà proprio a loro per il film Suicide Squad, che se lo contenderà con A Man Called Ove e Star Trek Beyond.

Una menzione speciale la merita la solita Meryl Streep. L’attrice di fama mondiale, dopo aver stupito e commosso ai Golden Globes col suo discorso sull’arte e su Trump, si rende protagonista agli Oscar 2017 di un record di categoria: con la sua nomination per miglior attrice in Florence, raggiunge quota 20 candidature collezionate durante la sua carriera, un numero mai raggiunto da nessun altro attore o attrice nella storia del cinema.

Per una stella più che affermata, ce ne sono due emergenti che quest’anno hanno ottenuto la loro prima nomination: Andrew Garfield, candidato a miglior attore protagonista per La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, e Isabelle Huppert, che concorrerà alla gara per miglior attrice protagonista grazie alla sua interpretazione in Elle, di Paul Verhoeven.

In questa edizione, poi, l’Academy ha voluto controbattere alla polemica scatenata con l’edizione passata, quando l’hashtag #OscarsSoWhite aveva invaso il web criticando la scarsa multietnicità della lista dei nominati. Con le 8 candidature di Moonlight, film di un regista nero che racconta la storia di un ragazzino nero, gay e spacciatore, le 4 di Barriere, adattamento cinematografico di un’opera teatrale diretto e interpretato da Denzel Washington e le 3 di Il Diritto di Contare, storia di tre brillanti donne afroamericane che lavorano per la NASA a una delle più importanti spedizioni spaziali della storia, la prestigiosa associazione ha dimostrato il suo cambio di direzione in senso più multiculturale. A riprova di questa tendenza c’è da aggiungere la nomination personale di Ruth Negga a miglior attrice protagonista in Loving di Jeff Nichols e quella di Dev Patel per miglior attore non protagonista in Lion, dell’esordiente regista australiano Garth Davis.

Ci sono state tuttavia anche delle delusioni, da alcune grandi esclusioni come quella di Amy Adams (Arrival) ad altre un po’ più piccole come quelle di Taraji P. Henson e Annette Bening, che speravano di poter entrare nella lista delle migliori attrici per le loro performance rispettivamente in Hidden Figures e 20th Century Girl. Per la categoria della fotografia, un nome atteso e non pervenuto è stato quello dell’italiano Vittorio Storaro per Cafè Society, il primo film girato in digitale da Woody Allen. Altri grandi nomi “snobbati” dall’Academy sono stati quelli di Clint Eastwood (il suo Sully ha ricevuto solo la candidatura per il miglior montaggio sonoro) e di Martin Scorsese, che per Silence ha ottenuto solo la nomination alla miglior fotografia. Ci si aspettava qualcosa di più anche da Rogue One: A Star Wars Story, che è stato nominato solo per i migliori effetti speciali e per il miglior sonoro. Completamente ignorato invece Deadpool, che pure aveva ricevuto diversi apprezzamenti dalla critica e dagli addetti ai lavori che avevano fatto credere in una sua possibile corsa per almeno uno degli ambiti premi.

Queste le sorprese e le delusioni che ci ha suscitato l’annuncio dell’Academy, e voi invece che ne pensate? Ve le aspettavate queste nomination? Quali sono le vostre previsioni sui probabili vincitori? Fatecelo sapere. Noi, come sempre, vi terremo aggiornati.