Approfondimenti

18 aprile 2018

Pablo Escobar, prima che fosse mainstream

di Marco Rizzini
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Nel 2009 mi recai in Colombia per la mia seconda volta. Con il mio fido pard, visitammo Bogotà e Medellin, saltando la bellissima costa di cui avevo goduto solo qualche anno prima. La Colombia è un grande paese e tutti ci volevano molto bene. Girammo in lungo ed in largo a piedi o con i mezzi pubblici senza mai un problema.

Pablo Escobar Gaviria non era ancora un fenomeno di costume e Netflix non aveva ancora portato le sue gesta nel mondo dei “normali”. Di Escobar, io qualcosa già sapevo. Non tanto, sia chiaro, solo quello che avevo letto nei media generalisti e in qualche pagina di wikipedia in vista di questo viaggio. In ostello, la svolta. Uno dei ragazzi che lo gestisce, sta creando dal nulla una sorta di tour operator a tema. Con il suo furgoncino scassato, ti porta in giro per la città e ti racconta i vari episodi di cronaca. Tutto quello che poi avrei rivisto in quella serie fortunata e di pregio.

La sua lapide, i luoghi delle esplosioni, i campi da calcio pagati dal Patron, la casa dove venne ucciso, la sua collezione di aerei e mezzi.

Il ragazzo ha qualche anno più di me e ha vissuto davvero quel periodo. Per certi versi Escobar è stato un Robin Hood moderno, sono incline a mettere l’accento su questa – angolare sia chiaro – interpretazione: spacciava agli yankee per poi dividere il denaro con i poveracci del suo quartiere natio. Non solo però, è stato anche un terrorista e un nemico dello Stato. Anzi, un uomo che voleva essere lo Stato.

In ogni caso, la nostra guida improvvisata mi ricordava come quando Pablo iniziò a mettere autobombe e ad uccidere civili, per far la guerra alla polizia e al governo, la sua stella iniziò ad appannarsi. Un suo giovane amico, bambino, morì in una di queste esplosioni. Ce lo racconta mentre sorseggiamo una gelida Cerveza Aguila, la birra più amata di Colombia, prima di recarci al cimitero.

Adesso tutti parlano di Escobar. Magliette, film, serie, meme, post. La serie di Netflix è riuscita a farlo diventare un super fenomeno pop, sfruttando un trend che aveva visto nascere anche l’onesta pellicola Escobar con Benicio del Toro. La battuta “Plata o plomo”, ormai me la fa anche quel ladrone del mio fruttivendolo srilankese.

Esce giovedì 19 maggio al cinema una nuova pellicola a tema: Escobar – Il Fascino del Male. Ci racconta il punto di vista di una ex amante del buon Pablo-uomo, colei che lo spinge alla carriera politica e che in lui vede solo cose buone. Certo, finché l’amore finisce e si accorge di come Escobar-boss sia invece un uomo crudele e spietato, alla cui distruzione votare la propria causa.

Un film d’amore e d’azione, di sangue e passione. Sullo schermo vedremo due attori di primo piano come Javier Bardem e Penelope Cruz, compagni sul set e nella vita. La regia è invece dello spagnolo Fernando León de Aranoa, già dietro la cinepresa di ottimi film europei come quel capolavoro di Barrio e dell’ottimo I lunedì al sole.