Approfondimenti

4 dicembre 2018

Panda o morte: Marco Rizzini meglio di Walter Mitty

di Anna Martellato
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Licenziarsi. Partire per un viaggio con i propri amici. Lasciarsi tutto alle spalle.
Fare ore e ore di fila alle frontiere, ma anche godere di un cielo stellato ripensando alle proprie radici, per riflettere e fare il punto sulla propria vita.

È quello che ha fatto la nostra insuperabile penna Marco Rizzini, che con La versione di Marco (o come piace a noi, L’avversione di Marco) vi racconta i film in sala con pungente sarcasmo e quel suo unico unico, dissacrante sense of humor.

Ne è nato un libro, Panda o morte (Ediciclo Editore), dove Rizzini racconta i 12mila chilometri percorsi con due amici a bordo di una Fiat Panda del 1980. Da Verona fino all’Uzbekistan, sfrecciando sulla Sovietska Ulitsa, l’Highway 66 dell’Impero. Nel mezzo di sabbia, sudore, fatica e infinite code alle dogane, si ritaglia uno spazio dove riflettere sulla propria vita.

Non a caso lo scrittore si trova sulla strada anche per raggiungere la tomba del bisnonno polacco che si oppose all’occupazione russa, perseguitato nei gulag e sepolto a lato di una polverosa strada in Uzbekistan. A bordo della Panda, Rizzini attraversa Balcani, Turchia, Georgia, Azerbaijan, Kazakistan, Uzbekistan e infine Tashkent per poi ritornare passando per le città sante dell’islam. In questo infinito mutare di paesaggi e di volti osserva le diverse attitudini religiose, i nuovi frammenti di identità, scorge il passato nei volti delle persone e scopre, attraverso le nuove generazioni, il futuro che avanza.

Un’avventura che sarebbe una perfetta candidata per una trasposizione cinematografica.
Il viaggio infatti è sempre stato al centro di molte pellicole, è metafora di vita, chiave di conoscenza di sé stessi e del mondo. Ed è quello contraddistingue la nostra specie e l’ha fatta sopravvivere dall’alba dei tempi fino ad oggi. Viaggiamo, scopriamo, conosciamo, ci evolviamo, come giustamente ricorda nella prefazione di Panda o morte Nicolai Lin, autore di Educazione Siberiana, di cui è stato tratto anche il film omonimo.

Ecco i 5 più bei viaggi raccontati dalla settima arte. Prendete lo zaino, metteteci dentro il minimo necessario e partite con noi verso la vostra destinazione. Quale di questi viaggi è il vostro?

1. Mollare tutto per cercare l’essenziale – Into the Wild (2007)
Impossibile non iniziare con Into the Wild. Appena laureato e con un brillante futuro davanti, il giovane Christopher McCandless decide di rinunciare alla sua vita privilegiata per partire all’avventura. Regala tutti i sui risparmi a un ente benefico e parte in autostop verso l’Alaska in cerca di un esistenza a contatto con la natura selvaggia. Lo attendono incontri, esperienze formative e un crudele destino. Da una storia vera tratta dal bestseller di Jon Krakauer.

2. Per ritrovare sé stessi (e l’amore, quello vero) – Mangia, prega, ama (2010)
È vero, un po’ di stereotipi ci sono, qualche momento lento nella pellicola c’è, ma tutto sommato è entrata nel nostro cuore. Anche perché c’è lei, Julia (Roberts, of course).
Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare – un marito, una casa e una carriera di successo – ma come tante altre donne, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e, per dare un cambiamento radicale alla sua vita, intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

3. Per scoprire il mondo negli anni più belliOn the Road (2012)
Dopo la morte del padre, Sal Paradise un aspirante scrittore newyorkese, incontra Dean Moriarty, giovane ex-pregiudicato dal fascino maledetto, sposato con la disinibita e seducente Marylou. Tra Sal e Dean l’intesa è immediata e simbiotica. Decisi a non farsi rinchiudere in una vita vissuta secondo le regole, i due amici rompono tutti i legami e si mettono in viaggio con Marylou. Assetati di libertà, i tre giovani partono alla scoperta del mondo, degli altri e di loro stessi.

4. Per rimettersi in gioco – A spasso nel bosco (2015)
Chi lo dice che viaggiare è una cosa da ventenni? Viaggiare non ha limiti d’età. Come in A spasso nel bosco, dove Bryson, un uomo dell’Iowa (interpretato dal formidabile Robert Redford), torna a casa dopo vent’anni trascorsi in Inghilterra. Il suo obiettivo è quello di dedicarsi all’Appalachian Trail, un percorso di 3.500 km che va dalla Georgia al Maine; ad affiancarlo un suo caro amico (Nick Nolte).

5. Per iniziare a vivere (e non solo a sognare) – I sogni segreti di Walter Mitty (2013)
Da impiegato seduto a una grigia scrivania, timido e deriso dai capi; al viaggiatore impavido, che scala l’Himalaya con la barba sfatta e uno skateboard usato qualche giorno prima in Islanda per sfuggire all’eruzione del vulcano Eyjafjöll. Se siete dei sognatori, ma non riuscite a uscire dai vostri sogni, ispiratevi a Walter Mitty. Walter è un uomo gentile che lavora all’archivio e sviluppo negativi della rivista Life. A volte, qualunque cosa stia facendo, si incanta e sogna ad occhi aperti imprese eroiche che lo vedono protagonista. Inoltre, è innamorato di una donna che conosce a malapena, che non gli rivolge quasi la parola. Un giorno i suoi sogni diventano realtà quando un importante negativo scompare e lui è costretto ad inseguire in giro per il mondo il fotografo che l’ha scattato.