Approfondimenti

16 marzo 2017

Perché innamorarsi (di nuovo) de La Bella e la Bestia

di Anna Martellato
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In fondo siamo cresciute. Non siamo più delle bambine. Quindi non esiste proprio. Non c’è motivo perché La Bella e la Bestia, al cinema dal 16 marzo con Walt Disney Pictures, ci piaccia tanto. Ci affascini. Anche se il cast del film è davvero stellare (Emma Watson e Dan Stevens, il Matthew Crawley che da quel di Downton Abbey è entrato nel mio cuore).

O forse è proprio perché siamo cresciute, è proprio perché non siamo più delle bambine che La Bella e la Bestia ci affascinerà di nuovo?

Diciamocelo: ci siamo talmente disilluse, ci hanno talmente tante volte detto che Cenerentola&Co sono state dannose per la nostra salute sentimentale che abbiamo dimenticato come si sta, a vivere come in una favola. Quando eravamo piccole sognavamo il principe azzurro, anche se dagli anni ’90 in poi abbiamo incontrato dei sottoprodotti, al massimo dei puffi.

Perché si cresce quando si capisce che la vita non è una favola a lieto fine, che non solo i principi, ma anche i puffi ci possono mollare da un giorno all’altro, che ogni giorno è una faticaccia nella maratona spesa-casa-ufficio-bambini-cena-lavatrici e non c’è nessun “Bonjour” da cantare nella piazza del paesello portando baguette.

Forse è esattamente per questo che oggi abbiamo bisogno de La Bella e la Bestia. Per riscoprire quel pizzico di magia che la vita vera ha dissolto, per sentirci anche solo per un’ora, anche solo per un giorno o una settimana un po’ speciali, un po’ diverse. Un po’ come Belle. Che non è un’eroina delle favole melensa e civettuola: è emancipata, coraggiosa, sicura di sé.

E anche se non canteremo (almeno non ad alta voce) andando a fare la spesa, anche se sulla nostra strada incontreremo solo puffi e non principi azzurri tramutati in bestie con un incantesimo, anche se la nostra forchetta o la nostra piastra per capelli non ci parlerà, questa favola con personaggi in carne e ossa forse ci farà sorridere una volta in più.

E chissà che anche il nostro puffo di turno non nasconda davvero un principe, sotto sotto.